caramella rossana

Ve le ricordate le caramelle Rossana, infrangibile passatempo della nostra infanzia?

Brutte notizie.

Rumors vogliono che la Nestlé, cui la Perugina ha ceduto il marchio (assieme a Ore Liete) stia per disfarsene, con conseguenze nefaste, oltre che per i lavoratori degli stabilimenti umbri, anche per i bambini di ieri e di oggi.

Alzi la mano chi non le ha mai biecamente utilizzate per gonfiare una calza della befana altrimenti scarna e rinsecchita, o chi non le ha lasciate per anni nel porta bon bon a implorare pietà.

Le caramelle dal sapore indefinibile, un po’ mandorla, un po’ nocciola, un po’ unicorno,  preferite dai ragazzini al solo scopo di ciucciarne la crema e guardare il mondo diventare rosso attraverso la sua buccia, nascono nel 1926 a risollevare gli umori –e i palati- di quegli anni bui.

rossana2

Ad ispirare il nome della signora in rosso della sweeterie italiana, seducente, voluttuosa e avvolta di mistero, l’imprendibile Roxanne, la dama amata da Cyrano de Bergerac che per il ben noto fenomeno dell’italianizzazione diventa una nostrana Rossana.

Inimitabile ed inimitata la Rossa Rossana, rosseggiando qua e là (qui uno spot virale che ne suggerisce le appassionanti consistenze) è stata di recente anche celebrata dal Premio Oscar Paolo Sorrentino che in Youth ci regala un insuperabile Michael Caine che dirige un’ orchestra immaginaria stropicciando, appunto, la carta di una Rossana.

In attesa di capire se davvero verremo privati di tale gioia zuccherina, iniziamo a far scorta di spicchi. Che sennò che ci si mette nella calza l’anno venturo?

[Immagine: Caramellina]

16 Commenti

  1. certo Titti, mi riferivo agli spicchi perugina (quelli agli agrumi), caramella che assieme alle rossana ha riempito le calze di generazioni e generazioni di golosi….

  2. Dovrò superare questo IMMENSISSIMO dolore.
    Sarò costretto a consolarmi con una dozzina di cuneesi freschi, di quelli che dopo i primi due sei fuori dai limiti alcolici per la guida!

  3. Ma come hanno accompagnato tutta la mia vita: fanno parte della tradizione italiana. Assolutamente è inaccettabile pensare di toglierle dalla produzione.

    • Sarebbe bello, ma non così ovvio: quello chr ti serve è la ricetta della cremina “dal sapore indefinibile, un po’ mandorla, un po’ nocciola, un po’ unicorno”, che vale molto assai di più dello stabilimento e dei macchinari di produzione. Oimé!

  4. Ricordo che una volta, da bambina,andai a comprarne una manciata dal droghiere vicino casa. Al ritorno, ovviamente, cominciai a mangiarle, e come dici nell’articolo presi a guardare attraverso la carta trasparente rossa che le avvolge. Tutta presa dalla visione rossa del mondo intorno, non mi accorsi che stavo attraversando la strada senza stare attenta alle auto. Un assordante suono di clacson mi riportò bruscamente alla realtà, per fortuna senza gravi conseguenze. Le rosse Pericolose

  5. Che tristezza!
    proprio da poco è stato emesso in tv il film su Luisa Spagnoli, che racconta come questa donna Fantastica inventa il Bacio perugina e le caramelle Rossana.
    E tutte le difficoltà che la Perugina affronta in decenni…
    Un pezzo di storia, di tradizione e memoria del nostro Paese.
    Non ci posso credere…

  6. Le Rossana di oggi non hanno nulla a che vedere con quelle della nonna. Già da tempo non sono che una pallida imitazione e piuttosto che vederle così, meglio non produrle più. Lo stesso si può dire per gli “ex” Baci Perugina che sono diventati immonda roba dolce da anni. La memoria di Luisa Spagnoli non merita questo abominio. Meglio non produrre più le cose piuttosto che modificarle.

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