Firenze. 15 ingredienti per dire sì, esiste il food porn al Taste

Tempo di lettura: 5 min

calvisius

Vi siete mai domandati perché usiamo spesso il termine o anche l’hashtag “food porn”, specie quando postiamo una foto di un piatto che stiamo mangiando, sui social? Cosa c’è veramente di così pornografico nel cibo, una delle cose  apparentemente più innocue del mondo? La sua bontà? La sua bellezza? La sua presentazione o il modo di consumarlo?

Il termine food porn è apparso la prima volta nel 1984, nel libro di Rosalind Coward, Female Desire: Women’s Sexuality Today. Secondo la scrittrice è l’estetica del piatto che conta, non gli ingredienti o la mano che l’ha preparato. Poi ci si è messa la dea  dei fornelli Nigella Lawson, che con il suo modo inimitabile di mangiare fa venire fame e non solo.

taste

Dopo il Taste di Firenze (oggi è l’ultimo giorno della manifestazione), mi sono fatta un’idea un po’ diversa, un po’ più ampia, che va oltre la presentazione. Ho girato per i banchi di più di 300 espositori,  ho visto, annusato e assaggiato salumi, formaggi, carne, pesce, dolci e bevande, ed ecco a voi la mia piccola esperienza sensoriale, come si suol dire, “breve ma intensa”.

1. Caviale

caviale

Io, da russa doc, nata e cresciuta a caviale, non posso di certo tralasciare questo godurioso prodotto, da mangiare a cucchiaiate, ma anche da affondare le dita (quando si può). E niente crostini di pane con burro né bliny con panna acida! Food porn di lusso firmato Calvisius.

2. Burro

fattorie-fiandino

Parliamo sempre di varietà dei formaggi e di sfumature delle mozzarelle, ma dimentichiamo il burro, praticamente il prodotto base. Se se è veramente buono, da’ il meglio di se su un pezzettino di pane, ed è un piacere spalmarlo, come quello di Fattorie Fiandino. Food porn perché “burroso” è già sinonimo di piacere.

3. Peperoncino

Dicono che il peperoncino sia un afrodisiaco. Sarà anche così, ma quando c’è da scegliere tra tanti tipi e versioni, in polvere, in crema, in olio, ci si può perdere tra le varietà. Darei il titolo di food porn a questo peperoncino Erotico di Peperita non solo per il nome, ma anche per l’aspetto e il sapore, agrumato e accattivante.

4. Molluschi

manaide

Avete mai provato a sgusciare le telline, quei piccoli molluschi tanto saporiti quanto scomodi da mangiare? Ecco, questa piccola azienda di Anzio, Manaide, lo fa per voi, non limitandosi alle telline, ma proponendo anche gli introvabili sconcigli, le lumachine e i cannolicchi. Food porn perché è una coccola.

5. Prosciutto di branzino

branzino

Sembrerebbe il solito carpaccio, ma non lo è. Questi filetti di branzino di Orizzonti del Pescatore vengono messi sotto sale e poi a stagionare per un periodo di tempo che il produttore non ha voluto svelare. Tenero, delicato, setoso in bocca, food porn appagante.

6. Dai-Dai al tartufo

savini

Sarebbe scontato nominare il tartufo puro, soprattutto per chi lo ama. I cioccolatini al tartufo abbiamo già visto e rivisto. Ma un bocconcino di gelato alla panna, ricoperto di cioccolato, un Dai-Dai aromatizzato delicatamente al tartufo bianco di Savini, è un piccolo grande food porn.

7. Olio extravergine di oliva

centonze

Indubbiamente l’olio extravergine di oliva Centonze è buono, anzi, buonissimo, equilibrato e non eccessivo, ma guardate le confezioni! Sembrano i profumi degni delle migliori profumerie! Lussuria pura, food porn senza dubbio.

8. Prosciutto cotto

prosciutto-villani

Quel colore rosa tenue, quel profumo di carne e di grasso buono, quella sensazione  di scioglievolezza in bocca, quelle fettine sottilissime di prosciutto cotto Villani che mangeresti anche con gli occhi. Tripudio di sensazioni piacevoli che fa sognare.

9. Rooibos Pure Vaniglia

tuttelespeziedelmondo

Deliziosa lattina color pastello, aroma inebriante della vaniglia e di quella pianta esotica, rooibos, priva di caffeina, ma piena di sostanze antiossidanti è l’ultima seduzione di Tuttelespeziedelmondo. QB per far girare la testa di piacere.

10. Prosciutto crudo

crudo

Il prosciutto crudo Doc dall’Ava tagliato a mano è sempre attraente, vuoi per il colore intenso, vuoi per il profumo sprigionato, vuoi per la trasparenza di una fettina sottile, vuoi per il sapore intenso. Piacere carnale che fa molto food porn.

11. Rosé

chiaretto

Beh, da un’amante delle bollicine rosé non si poteva aspettare altro. Pochi sono i produttori di vino al Taste stavolta, ma tra quei pochi sono riuscita a trovare una chicca. Chiaretto Marchesini Marcello non è un vino complicato né con le pretese di esserlo, ma regala una bollicina rosata stuzzicante e gradevolmente profumata nella sua semplicità. Quindi food, anzi,  wine porn!

12. Cioccolato

domori

Cioccolato, amaro, fondente, crudo – più alta la percentuale del cacao, meglio è. Ma se andiamo a sgranocchiare direttamente le fave di cacao Domori Kashaya, tostate, profumate, leggerissime e croccanti, è il massimo del godimento a calorie zero. Titolo del food porn aggiudicato.

13. Bagna caoda senza aglio

prunotto

Il piacere di bagna cauda non si nega a nessuno, ma non tutti apprezzano l’aglio, soprattutto se si è in coppia. Quelli di Mariangela Prunotto hanno inventato una bagna caoda innocua, sostituendo l’aglio con il topinambur. Strano? Si, però è buono, e soprattutto niente conseguenze, piacere protetto.

14. Trota affumicata

friul-trota

Molto spesso ci capita di mangiare il pesce affumicato che che sa tanto di fumo e poco di pesce. Questa di Friul Trota è un’altra storia: delicatamente lavorato, incanta con il suo colore rosso carico e si scioglie in bocca che è un piacere.

15. Peperone crusco

peperoni-cruschi

Altro che patatine! Carlo Cracco dovrebbe pubblicizzare i peperoni cruschi di Masseria Agricola Buongiorno, rossi, croccantissimi dopo essere ripassati al volo in olio caldo, della serie “un (peperone) tira l’altro”. Food porn decisamente crunch.

Anche se il Taste finisce oggi, il cibo è una storia infinita. Ma la domanda è: cos’è il food porn per voi?

1 commento

  1. Al #10, gentile Giulia: a mio ricordo il nome è “dok dall’ava”, con la k.
    la C dovrebbe riguardare la categoria “San Daniele doc”, ma il produttore usa la k, proprio come marchio aziendale. Non si tratterebbe insomma di un millenial che compulsivamente scrive sulla tastiera del suo telefonino 🙂

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui