TripAdvisor fa chiudere Caffellatte, storica latteria di Firenze

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caffellatte

Caffellatte, storica latteria di Firenze in Via degli Alfani rosso 39, chiude i battenti dopo 32 anni di attività. A determinare il brusco calo degli affari sono stati il cambiamento della strada, abbandonata da esercizi commerciali e facoltà universitarie e le continue recensioni negative di TripAdvisor.

La notizia è stata data ieri dal Corriere Fiorentino: la famiglia Gnot (proprietaria del locale dal 1984) il 21 aprile organizzerà un’asta per mettere in vendita i mobili e gli oggetti più antichi che conservano da sempre. Caffellatte infatti nasce come macelleria nell’ottocento (di cui è stato mantenuto il bancone!). Fu trasformata in latteria agli inizi del ‘900, poi rilevata negli anni ottanta da Vanna Casati Gnot, da allora protagonista indiscussa del suo piccolo locale. Proprio lei, a quanto si legge su TripAdvisor è responsabile del fallimento del locale.

vanna casati

Da TripAdvisor:

Una caffetteria vintage e ospitale vista da fuori, ma la proprietaria è stata nei nostri riguardi e in quelli degli altri clienti scorbutica, maleducata e incivile” (2 marzo 2016)

“Volevamo prendere dello yogurt naturale e sano come dev’essere siamo entrati a chiedere se fosse dello yogurt fatto in casa in modalità casalinga o dello yogurt comprato , ci ha risposto in modo sgarbato e maleducato la signora dicendo che lo yogurt lo vende lei! non ha nemmeno capito la domanda probabilmente! non ritorneremo ! molto maleducata ! pessima modalità di accoglimento dei clienti che avevano intenzione di entrare e mangiare e quindi apportare de soldi a questa latteria! il localino una volta entrati non era per niente bello” (7 febbraio 2016)

Rimpiangerete “Jimmy il lurido”. Il cibo è nella media, i prezzi medio-alti, ma la cosa che lascia sconvolti è la signora anziana,troppo anziana, che ci ha servito, ai limiti della legalità nella sua scortesia, veramente una maleducata anche per i canoni di Firenze. Mai stato così in imbarazzo in un locale, la lattaia probabilmente è rimasta nel 1942 anche con i modi di fare. Mi spiace signora ma ha sbagliato secolo, anche i dinosauri si sono estinti. Dulcis in fundo ha pure tentato l’evasione, abbiamo dovuto chiedergli noi lo scontrino. Sconsigliatissimo, nonostante l’estetica del locale non sia affatto male, un vero peccato” (19 marzo 2015)

Queste sono solo alcune delle recensioni che hanno portato la latteria a precipitare nelle classifiche di TripAdvisor. Scrollando tra i vari insulti, non mancano critiche ai prezzi e al cibo, ma rimangono in minima percentuale. Il fatto però, suplciando un po’ il web, è che proprio il carattere duro di Vanna pare essere ciò che piace di più ai fiorentini: quei clienti abituali ai quali basta entrare e chiedere “il solito” per sentirsi a casa, immagine tutta italiana che sta scomparendo rapidamente.

Dunque, ci chiediamo, un commento sul carattere dell’oste può avere lo stesso valore di uno sulla qualità del cibo? Può un pezzo di storia italiana chiudere per gli assurdi logaritmi algoritmi di un sito americano?

[Link: Corriere Fiorentino; TripAdvisor. Immagini: Facebook]

23 Commenti

  1. Ma avete mai fatto un giro nei locali veramente fiorentini ? L’ottanta per cento dei proprietari sono poco accoglienti sulle prime, come ti volessero far capire ” oh bimba, visto che sei entrata ringrazia che hai trovato aperto !” Dovrebbero chiudere tutti, allora ?

    • Si, dovrebbero chiuder tutti dato che non debbo io ringraziare la signora ad avermi fatto trovar aperto ma dev’esser lei a ringraziare me… molti dei commenti negativi son scritti da fiorentini e anche loro, forse, sono poco abituati ai veri locali fiorentini

      • Da fiorentino, dico alla tizia, ben ti sta. Quando uno entra in un locale, deve essere rispettato, se non l’ha capito, deve chiudere.

    • Si devono chiudere.
      Sono arroganti e maleducati.
      Un po’ di folclore non guasta, ma la professionalità deve sempre essere al primo posto.

      Con riferimento a caffellatte l’ho sempre ritenuto una furberia ben riuscita dai prezzi insopportabili per il valore che ne ricevi.

      Insomma se la signora si è rotta le scatole di arrivchirsi con i nostri soldi, che faccia festa e si metta dapparte

  2. Io torno più volentieri in un locale così così dove sono stato trattato come un re, che in locali magari fantastici ma dove sembra ti facciano un favore a servirti. Ho cassato dalla lista per le emergenze culinarie una delle migliori pizzerie vicino casa, della quale ero cliente da quasi 10 anni, poiché hanno tardato una consegna di quasi un’ora e alla mia lamentela (chiedevo solo che, proprio essendo cliente di lungo corso, mi avvisassero del ritardo) si sono giustificati al telefono: “Se pensa di essere più bravo di noi apra una sua pizzeria!” Se non sai trattare con il cliente non aprire un locale dove devi avere a che fare con la gente, semplice.

  3. Perché assurdi algoritmi? In quanto potenziale cliente mi fa piacere sapere che la proprietaria è poco accogliente, poi decido se andare o no. I miei logaritmi vedono di buon occhio una buona accoglienza, chiaramente abbinata ad un buon cibo. Se la signora ha perso così tanti clienti un motivo ci sarà. Come diceva il mio vecchio capo: non è vero che il cliente ha sempre ragione ma è l’arbitro della qualità.

    • Correttore automatico Ale, dai 🙂
      E poi non è commUovente quel pizzico di nostalgia, del compito di analisi con il regolo calcolatore a calcolare i LOGaritmi?
      Ha lo stesso sapore dell’uovo sbattuto di mamma la mattina di quell’esame

  4. Qualità del cibo un corno… in un locale dove trovo scortesia non ci entro una seconda volta. Dare colpa a TripAdvisor è assurdo. Se non sai fare il tuo lavoro non puoi prendertela con gli altri.

  5. C’è da fare un distinguo tra maleducazione e schiettezza: la prima la trovi spesso nei locali vocati al movimento turistico, la seconda caratterizza i locali più tipici perché tipica della fiorentinità. Io giro parecchio l’Italia e non solo, mi pare che a vera inciviltà parecchie città siano messe peggio. Tornando all’argomento: dispiace che un locale storico chiuda ma, se i commenti sono veri, mal voluto…

  6. Essendo logaritmi un anagramma di algoritmi si può pensare che sia una semplice distrazione.
    E poi il fatto che il senso del commento non venga minimamente alterato da quella distrazione, forse, poteva indurre ad una maggior comprensione.
    Ma le critiche possono avere anche un risvolto positivo:
    quello di stare più attenti in dibattiti pubblici.
    .
    Mentre noto una grande attenzione all’analisi superficiale del testo(ortografica, sintattica)
    trovo spesso carenti gli interventi sui blog
    (ATTENZIONE, sto parlando in generale)(e di tutti i blog e di centinaia di commenti letti)
    (e non specificamente dei critici di Claudio a cui chiedo scusa per un involontario riferimento)
    sul piano profondo, semantico e pragmatico.
    .
    E questo specialmente di fronte ad alcuni post.
    .
    .
    Il dibattito è interessante, con posizioni diverse.
    Ma non vi entro.
    Mi limito a dire: voi davvero pensate che ai blog interessa che alcuni esercizi antichi chiudano?
    Quello che veramente interessa…ai blog… è…che chiuda TRIPADVISOR.

  7. Ma stiamo scherzando? Vogliamo dare la colpa agli algoritmi se un locale chiude? Cosa c’entrano gli algoritmi? Qui c’è un esercente che – dispiace dirlo ma risulta evidente – non sa stabilire un buon rapporto con la clientela. E ne paga le conseguenze.
    Solo in Italia succede che un locale gestito con scortesia sopravviva 30 anni…

  8. Tripadvisor avrà dato il colpo di grazia, non sarà l’unico colpevole.
    E se serve trovare una colpa diciamo che il dito magari non andrebbe puntato solo da una parte… ma questo dovrebbe valere un po’ per tutte le cose…

  9. TA non ha questo potere, ha solamente subito quello che accade a tutte le attività di questo paese, che rimangono un po’ troppo ancorate ai vecchi schemi, non si rinnosvvano, lesinano nella comunicazione (e mi pare di capire anche nel servizio). E’ il mercato bellezza

  10. Maleducazione non più giustificabile, sporcizia, cibi stantii, prezzi assurdi ed evasione fiscale non bastano? Diamo ancora la colpa a TA, la potenza oscura, o alla zona che ora è “zona morta”?

  11. leggendo un po’, il locale risulta pubblicizzato sulle guide turistiche ed è a 5 minuti a piedi dall’ospedale di Santa Maria Nuova ed a 3 minuti dalla facoltà di lettere; quindi soldi facili, almeno sulla carta

  12. CORTESIA- RISPETTO(servizio/CORTESIA, igiene, qualità, rapporto Q/P ecc…)-CONTESTO
    .
    Di Passaggio scrive:
    “Quando uno entra in un locale, deve essere rispettato…”
    .
    E’ su questo enunciato che voglio soffermarmi perché va oltre la vicenda del post e, come tale, voglio dire qualcosa formulando la seguente domanda:

    Cosa significa ESSERE RISPETTATI in un esercizio pubblico(E.P.)?
    .
    I commenti di Ciro(1) e Elena(2) li trovo interessanti perché evidenziano due RELAZIONI importanti, secondo me,e mi aiutano a rispondere alla domanda
    .
    1 Il contesto (relazione con il posto(città) (v. Elena)
    2 La corRELAZIONE tra cortesia e “altri aspetti” del RISPETTO(v. Ciro)
    .
    1
    Il CONTESTO
    La cortesia(ed anche la Gentilezza) è, per me, un valore importante nella vita, nel web ecc…che tento di praticare ed apprezzo molto e, quindi, anche in un EP.
    Ma approfondiamo.
    E’ vero, come sottolinea Elena, che ci sono diversi gradi di cortesia e diverse modalità(prevalente)di cortesia tra città diverse.
    Anche tra due città del SUD che conosco ed amo: Bari e Napoli.
    Quindi, va tenuto in conto, secondo me, del posto in cui si manifesta la cortesia(la modalità e il grado)(o la sua mancanza).
    Detto questo aggiungo una cosa, per me, importante:
    preferisco un comportamento neutro(attenzione non significa scortesia) dell’esercente ad una cortesia non naturale, non sincera.
    2
    La CORRELAZIONE
    La CORTESIA è soltanto uno degli aspetti, certo, importante,
    ma non l’unica componente del RISPETTO—>(servizio/CORTESIA, igiene, qualità, rapporto Q/P ecc…).
    E va, secondo me, “anche” vista(la cortesia) in relazione agli altri aspetti in cui si manifesta il rispetto verso il cliente…in un E.P.
    Ciro la evidenzia bene(la relazione):
    “Io torno più volentieri in un locale così così dove sono stato trattato come un re, che in locali magari fantastici ma dove sembra ti facciano un favore a servirti”
    Condivido (attenzione qui si dà importanza al servizio(in relazione ad altre componenti)
    .
    Ma ipotizziamo che dovessimo far colazione e abbiamo due bar disponibili:
    1 Uno con un cornetto sfogliato ottimo che prediligiamo ma con una scarsa cortesia(scarsa non assente)
    2 Uno con un cornetto brioche ma con una cortesia squisita.
    Si può scegliere privilegiando la qualità(organolettica preferita) o il grado di cortesia del bar.
    .
    Continuando su questa via potremmo mettere in RELAZIONE il grado di cortesia con:
    1 IGIENE
    2 QUALITA’
    3 Rapporto Q/P
    4 location
    5 ambient
    6 ecc…
    Ed avremmo…scelte diverse.

  13. Ambient: …………………………………..
    è un concetto più complesso della tipologia del locale, della sua architettura e dell’arredamento.
    Riguarda anche, ad esempio, il livello sonoro della musica trasmessa e la fauna umana che frequenta il locale.
    E’ frequentato, prevalentemente, da gastrofighetti?
    Non è una domanda banale.

  14. Nessuno dice che la Signora aveva “i c**** suoi”…e probabilmente si era rotta e si stava vendicando di qualcosa

  15. Ieri sera ho accompagnato un amico al Demidoff country tesoro di Pratolino prov. di Firenze, questo mio amico cerca lavoro e mi sembra che oggi non ci sia niente di male, alla reception (premetto che io sono un direttore d’albergo e forse soffro della mia professionalità) c’erano due persone un signore ed una signorina, la signorina molto educata e professionale il signore, lo stesso che si vede nella foto dell’hotel, scortese, sgarbati e senza professionalità, spero che non sia un capo servizio, la sua arroganza non fa una buona pubblicità all’hotel e comunque ti induce a non metterci più piede, alla mia domanda se l’hotel apparteneva ancora alla famiglia Becagli, mi rispose con molta superficialità che non sapeva chi fossero, loro oltre ad essere una importantissima famiglia Tiscana dono proprietari di molti hotel, non meritano certo questa scarsa considerazione, comunque questo “signore” non merita di stare al pubblico

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