ristorante Oliviero Firenze

Oliviero, il ristorante dei vip degli anni Sessanta a Firenze, chiude i battenti. E segna davvero la fine della Prima e della Seconda Repubblica. A darne notizia, oggi, è Aldo Fiordelli sul Corriere Fiorentino. Le chiavi sarebbero già state riconsegnate, qualche giorno fa, alla proprietà del palazzo, che vanta un credito di diverse mensilità arretrate nei confronti della gestione del ristorante.

Per Firenze è un colpo paragonabile a quello della chiusura del ristorante Four Seasons di New York, annunciata qualche giorno fa: la caduta di un simbolo, uno degli ultimi rimasti in piedi, più che la perdita di un luogo di ritrovo e convivialità. Perché, diciamolo, Oliviero non è mai stato il ristorante dei fiorentini, ma più che altro un luogo dove i fiorentini andavano per sentirsi qualcun altro.

Alberto Sordi

Qui si ritrovavano i pesci grossi della politica durante la Prima Repubblica per discutere se non dei destini del mondo, almeno di quelli di un bel pezzo d’Italia. Qui hanno cenato star di Hollywood e miti del cinema italiano, da Fellini alla Loren, passando per Alberto Sordi, Liza Minelli, Ella Fitzgerald, Humphrey Bogart e Marcello Mastroianni, al ritmo di spaghetti aglio, olio e peperoncino accompagnati da un Bloody Mary. Se c’era un simbolo della Dolce Vita a Firenze, quello era senz’altro Oliviero.

E come tale, è rimasto un po’ nell’ombra negli ultimi anni. Dopo aver conosciuto una seconda giovinezza nei primi anni Novanta, non è stato probabilmente in grado di rinnovarsi abbastanza in fretta nei Duemila e fronteggiare nuovi concorrenti.

Travolto da una serie di furti, abbandonato dai caminetti politici, messo in ombra dall’emergere di nuove proposte in città e finanche da un nuovo stile di ristorazione, Oliviero ha mollato il colpo. Non è bastata la presenza costante in quasi 40 anni di Guide dell’Espresso, ai tempi di Yelp, Tripadvisor e recensioni online come se piovessero. Non sono bastati i camerieri in completo scuro, i piatti dal sapore mitologico e l’atmosfera dei tempi d’oro.

Il futuro dello storico ristorante Oliviero è adesso appeso a un paio di proposte di imprenditori interessati a rilevare l’attività. Ma la riga è stata tracciata: qualunque vip-chef si insedierà nella cucina di via delle Terme, Oliviero non sarà più lo stesso. E i salotti d’Italia nemmeno.

[Immagine:multimedia.quotidiano]

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