Il giovane chef peruviano Sergio Daniel Porras Salazar vince il premio Risotto dell’anno

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160 anni di vita, sei generazioni che si susseguono nella conduzione dell’azienda: un bel record per Riso Gallo!

Il compleanno si è celebrato nel Ridotto dei palchi del Teatro alla Scala di Milano con l’annullamento del francobollo speciale emesso da Poste Italiane a riconoscimento di una grande azienda sempre all’avanguardia e innovativa.

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All’avanguardia nella selezione delle sementi e nella produzione, innovativa con l’introduzione del riso in scatola (e non più distribuito in sacchi di iuta) e con l’invenzione delle etichette caratterizzate da diversi animali (seguendo il principio dei sillabari dei bambini) per ovviare all’analfabetismo, ancora molto diffuso all’inizio del secolo scorso. Naturalmente il gallo rappresentava la qualità migliore ed è rimasto il marchio di fabbrica.

Tutto ha inizio a Genova nel 1856 con l’importazione del riso, per poi proseguire con la produzione a Robbio, passando a fasi alterne dall’Argentina dove il capostipite  dell’azienda Giobatta Preve era emigrato all’inizio dell’Ottocento per poi rientrare in Italia e iniziare la sua avventura.

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La capacità della Riso Gallo è stata quella di evolversi in continuazione pur rimanendo sempre ancorata alla purezza del riso e di saper conquistare e convincere che il riso è un ingrediente principe, adatto ad accompagnare qualsiasi ingrediente.

L’evoluzione della produzione con varietà diverse – basmati, riso Venere, riso giapponese per il sushi e riso rosso della Camargue – e legando riso e risotti al concetto di benessere – Tre Cereali, Gallette e recentemente anche quinoa – fa sì che Riso Gallo sia sempre al passo coi tempi.

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Un po’ per passione personale un po’ per marketing, Mario Preve presidente di Riso Gallo, crea negli anni novanta la prima Guida Gallo ideata per diffondere nel mondo la cultura del risotto (una parola che non ha traduzione nelle altre lingue, a riprova dell’italianità del prodotto) simbolo del nostro patrimonio gastronomico. Una guida ai migliori ristoranti e ai migliori risotti dei grandi cuochi. Gualtiero Marchesi, presente all’evento, è stato il primo grande ristoratore ad entrare nella Guida.

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Tra i gli chef autori delle prelibatezze servite: Martin Dalsass, che ha creato un “Parfait di fagiano, mirtillo rosso, insalatina di cavolo bianco”, Enrico e Roberto Cerea, autori del “Merluzzo bianco d’Alaska dedicato ad Amatrice”, Annie Feolde e Luca Lacalamita che hanno ideato il dessert “Pane, cioccolato, olio e sale”.

Ma non solo loro: ogni anno un concorso a tema “Premio Gallo, il Risotto dell’anno” lancia la sfida a giovani chef tra i 18 e i 26 anni. Quest’anno ha vinto un giovanissimo, 22 anni, chef peruviano Sergio Daniel Porras Salazar con il Risotto con burrata, trota affumicata, uova di trota e scorza di limone candita.

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Ecco forse l’unico neo dell’evento: sicuramente l’emozione ha remato contro, ma il risotto non era un risotto, solo un triste riso lesso molto… troppo all’onda.

A riprova della qualità del Riso Gallo Gran Riserva, maturato un anno in silos, il riso ha tenuto perfettamente la cottura!

[Lorenza Pliteri]



martedì, 11 ottobre 2016 | ore 14:10

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