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Carminù, buongiorno. Mi daresti per cortesia quattro hamburger, una soppressata, della prosciutella e due cosce di pollo? Qual è u problema! E il problema non si pone più per nessuno da quando il Salumificio cilentano Anna Salamone spedisce i suoi prodotti in tutta Italia.

Era ancora nu zuoriu quando Carminuccio Larocca si iniziava in questo mondo della lavorazione della carne e produzione di salumi. Ma non è un mestiere nato così a caso o ereditato dalla famiglia: nasce da un aneddoto ben preciso.

Cresciuto a Sanza, in un Cilento che tutto ha da invidiare ai tempi di benessere attuali, la mamma di Carminuccio, Giovanna, conservava i salami come un tesoro, al riparo dagli occhi insaziabili dei figli e dagli istinti incontrollabili degli animali. Così stavano lì anche mesi, in vasi ben nascosti sempre in posti diversi, sotto lo strutto, sostanza che nell’immaginario di Carminuccio assumeva ogni volta forme fantastiche, qualcosa di una strana consistenza quasi magica che era in grado di conservare al sicuro un salame sì, ma soprattutto un momento.

Un giorno non riuscì più a resistere alla tentazione, al solo pensiero che da qualche parte, nella stessa casa, a respirare la stessa aria che respirava lui, potesse esserci anche uno di quei deliziosi salumi. Fu così che, dopo minuziose ricerche, in balia di una fame ancestrale, scoprì il nascondiglio di quel periodo e non esitò a divorarsi quel bel salame ricoperto di grasso. Quando la madre lo scoprì, andò su tutte le furie, anche se Carminuccio continuava a difendersi urlando “mamma non sono stato io, sarà stato il gatto!”. Giovanna, un’altra delle stupende donne del Cilento, non credette a questa versione dei fatti e gliele diede di santa ragione.

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Da quel momento Carminuccio capìi che non si sarebbe mai voluto separare da quel mondo; non avrebbe più rinunciato a quei sapori forti, decisi, consistenti del maiale; non avrebbe più voluto neanche imparare a stare senza quegli odori che in qualche modo l’avevano fatto crescere, forgiando la persona che è oggi.

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È così che dopo il matrimonio con Anna Salamone, sua compagna di vita e di mestiere, decidono insieme anche alle figlie Donatella e Giovanna, di dedicarsi alla produzione di salami, prosciutelle e soppressate e alla lavorazione di carni locali, direttamente da Sassano. Sono ormai passati 25 anni da quando nel 1992 aprivano la loro macelleria nella piazza centrale di Caselle in Pittari, all’Urmo, all’incrocio con il rione Forgia.

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L’Urmo non è una piazza come tutte le altre cilentane, ha qualcosa in più. Sarà che è pedonale, sarà che c’è sempre qualcuno, sarà che anche quando qualcuno non c’è, si sente comunque l’eco di chi c’è stato. E poi Caselle ha un’anima, e non tutti i paesi ce l’hanno.

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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

Quanto vuoi lasciarlo aspettare ancora?

Salumificio Salamone Anna. Via Pietro Nenni 14, Caselle in Pittari (SA). Tel. +39 3335098283

2 Commenti

  1. Le citazioni però vanno virgolettate, ed è anche buona creanza indicarne l’autore. In questo caso le due righe di Pavese sotto l’ultima foto. Basta poco.

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