Il Nutellotto di Ciro a Mergellina per affogare il Carnevale nella Nutella se avete amato il cono graffaTempo di lettura: 1 min

Nutellotto Chalet Ciro MergellinaIl carnevale è alle porte e le vetrine della pasticceria Chalet Ciro sul lungomare di Mergellina a Napoli già traboccano di dolci tipici. Tra vesuvietti e babàè apparso il “nutellotto”, una delle specialità più apprezzate e richieste.

Una bomba di pan di spagna al cioccolato, farcito a strati con crema di nocciole e panna fresca montata, ricoperto di nutella e riccioli di cioccolato bianco e fondente. Una ricetta libidinosa per gli amanti della nutella.

Il nutellotto si presenta come una calotta appariscente, voluttuosa, che solo a guardarla fa salire la glicemia. «Questa torta vi delizierà – dice Antonio De Martino, il titolare della pasticceria – prendendovi letteralmente per la gola, un pan di spagna al cioccolato fa da contenitore ad un ripieno irresistibile, soffice e spumoso, di panna fresca e nutella».

E ora tocca a voi. Affogherete il carnevale nella Nutella con un dolce esagerato come il cono graffa che ha fatto impazzire tutta Napoli?

9 Commenti

  1. Oh mio dio, la nutella ovvero la dissacrazione del cioccolato.
    Chi ama il cioccolato, quello vero, non può mangiare la nutella.
    A Napoli hanno dolci così sublimi che del “Nutellotto” possono farne tranquillamente a meno.
    ciao caio

        • “A ME MI PIACE…
          Nella pubblicità televisiva di un caffè un famoso attore comico si è servito di questo “a me mi piace” pensando di fare una simpatica sgrammaticatura per attirare l’attenzione. L’attenzione c’è stata senz’altro; la sgrammaticatura no.
          Si tratta semplicemente dell’uso di un elemento sovrabbondante, inutile secondo la logica, ma utilissimo per dare alla frase un’efficacia particolare. È insomma la scelta dello stile che giustifica la lieve forzatura grammaticale dell’espressione: il valore rafforzativo di quel mi pleonastico è chiaro. Altri esempi: “a me non me la dai a intendere”; “lo so che a te non ti va questa faccenda”, “a voi non vi dirò più niente”.
          Ma attenzione: non dimentichiamo che la frase non solo corretta, ma anche preferibile nel novanta per cento dei casi è “a me piace”, e così dicasi per gli altri esempi: “a me non la dai a intendere”, “lo so che a te non va questa faccenda”, “a voi non dirò più niente”.
          A me mi, a te ti, a noi ci, a voi vi eccetera, seppure ammissibili, sono licenze stilistiche: sarà il caso di non abusarne.(Corriere della sera)
          Questo è il link, Laura:
          http://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/A/a-me-mi-piace.shtml
          .
          Laura, ma A TE TI PIACE ?

  2. La Nutella non ha paragoni si può dire ciò che si vuole ma quando mangi la Nutella è come andare in paradiso. Nutella number one.

  3. Continuo a pensare che la Nutella abbia contribuito alla distruzione della pasticceria italiana – che, con buona pace del gastronazismo italico, è nettamente inferiore a quella francese, belga, austriaca e così via.
    Scusatemi, ma io faccio veramente fatica a comprendere l’entusiasmo di tanti italiani per questi “dolci” sommersi di Nutella; non sono creazioni artigianali di alta qualità, sono solo pastrocchi che chiunque di noi potrebbe fare tranquillamente a casa.
    Ora, ogni tanto ci potrebbero pure stare, ma trovo veramente deprimente che tantissime pasticcerie italiane per “creatività” intendano perlopiù dozzinali dolci sommersi di crema della Ferrero, soprattutto quando si fa un confronto con l’offerta nordeuropea: assaggiate gli eclair che vengono venduti in tantissime pasticcerie francesi e ditemi se veramente preferite i pasticci carichi di Nutella che si vedono su napolifoodporn… insulti alla grandezza ed all’originalità della pasticceria campana.
    D’altronde, se prendete del pane secco od un dolce elaborato e li sommergete entrambi di Nutella che differenza c’è alla fine? Nessuna, sentirete solo il sapore della crema della Ferrero.

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