Cilento. Breve ode al vino di Verrone che eleva il mondo enoico di questa terra

Proprio un anno fa, in occasione del Vinitaly, vi abbiamo raccontato dieci cantine del Cilento. Oggi vogliamo arricchire quella mappa con i vini dei tre Verrone e dedicare a questa stirpe di viticoltori un breve inno, poiché le loro bottiglie dovrebbero essere motivo d’orgoglio per un intero territorio.

La cantina nasce alla fine degli anni ’60 sui terreni di proprietà, prima nonno Paolo, poi padre Antonio, in seguito ancora Paolo ma anche Massimo e infine chissà. Con l’utilizzo di tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale, l’obiettivo di tutti i Verrone è sempre stato quello di ottenere uve di altissima qualità e, di conseguenza, vini dalla personalità forte e ben riconoscibile, proprio come la terra che raccontano ed elevano, di cui vi abbiamo già parlato un’infinità di volte.

Nonostante la loro produzione sia in crescita, più di 30.000 bottiglie, sono rimasti una piccola un’azienda familiare: il padre Antonio è riuscito a trasmettere ai due figli lo stesso senso di attaccamento provato per tutta la vita. Massimo, ingegnere, pur svolgendo un’attività professionale propria, si dedica a tutti gli aspetti più strettamente tecnici che riguardano l’attività aziendale; Paolo il primogenito, invece, si occupa della promozione e commercializzazione dei vini, sia in Italia che all’estero. “Ho vissuto fino al 2009 a Milano, dove ho svolto la professione di avvocato per quasi 15 anni un un noto studio legale internazionale. Poi, alla soglia dei 40 anni, ho deciso che il mio posto era qui, nelle nostre terre, per seguire da vicino l’azienda di famiglia e portare il mio personale contributo. Una scelta che non rimpiango affatto”.

Due sono le linee di prodotto, la linea “Vigna Girapoggio“, composta da un aglianico 100%, da un fiano 100% e da un rosato da aglianico 100%, il cui affinamento passa dall’acciaio alla bottiglia, e la linea “Verrone Riserva“, composta da un aglianico 100% e da un fiano 100% che si caratterizzano per un affinamento più o meno prolungato in barrique di rovere francese ed una successiva elevazione in bottiglia.
Iniziamo dal bianco.

Il loro Fiano della linea “Vigna Girapoggio”, se bevuto recente, è pura macchia mediterranea: ha proprio quel tipico carattere cilentano che emerge nella sua mineralità, complesso al naso e sorprendente in bocca. Il loro Fiano da invecchiamento, come la Riserva del 2008, nasce dalle vigne più antiche e sprigiona spezie, pesca, anice, erba cedrina, agrumi canditi e persino note di zafferano: un frastuono olfattivo che conquista con una finale e inaspettata sferzata di freschezza.

Per quanto riguarda l’Aglianico, invece, sia in Riserva che Girapoggio, ha tutto quello che un vino deve avere ed è tutto ciò che un vino può essere: intenso, amichevole, energico ma allo stesso così capace di dispensare con calma tutta la sua lunga e piacevole morbidezza. È un vino che stupisce, ammalia, resta.

Proprio come questa terra, il Cilento.

Dunque, laudato sì il vino dei Verrone.

Azienda Agricola Verrone Viticoltori. Località Cannetiello. Agropoli (Salerno). Tel. +39 089 23.63.06




- lunedì, 13 marzo 2017 | ore 15:20

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