Clara e Gigi Padovani – autori di Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato, un bel volumetto edito da Giunti, con tanto di sito pieno di ricette – e Oscar Farinetti, ovvero Eataly, hanno pensato (bene) di dedicare la giornata odierna a questo dolce-icona di italianità, che verrà festeggiato in tutto il mondo, a partire dai vari Eataly sparsi per il globo.

O quasi: a Eataly NY è stato celebrato sabato 18, con Gigi Padovani a confrontare le due versioni “principali”, veneta e friulana.

In particolare, nel loro libro i coniugi Padovani sostengono l’origine friulana del dolce. Sembra infatti che la ricetta originaria sia quella della Coppa Vetturino dell’omonimo ristorante a Pieris in Friuli.

Una celebrazione del Tiramisù è già stata fatta qualche anno fa durante l’International Day of Italian Cuisine (IDIC), quando in tutto il mondo i cuochi hanno preparato il loro Tiramisù.

Ma immaginiamo che in questo caso la giornata diventerà una ricorrenza annuale, mentre l’International Day celebra ogni anno un piatto differente.

Fra i “celebranti”, non poteva mancare Le Beccherie, storico locale in Piazza Ancillotto a Treviso. Anche perché il locale si vanta di essere stato il primo a inserire il dolce in carta, nell’ormai lontano 1962.

“Un’iniziativa bellissima quella di Farinetti – commenta Paolo Lai, attuale patron de Le Beccherie – che porta  in primo piano il grande lavoro fatto da Gigi e Clara Padovani per far luce su un tema, quello della nascita del Tiramisù, che ancora oggi affascina critici e curiosi. In tutto questo però va ricordato che Le Beccherie ha giocato un ruolo importantissimo. La ricetta del nostro Tiramisù è l’unica ad essere stata depositata presso l’Accademia Italiana della Cucina e la forte presenza dei trevigiani nel mondo ha portato un contributo fondamentale alla diffusione di questo dessert in tutto il mondo. Il mio augurio è che questa iniziativa permetta di far conoscere tutta la storia del Tiramisù, coinvolgendo tutti coloro che, in qualche modo, ne hanno costruito un pezzetto”.

Da allora, comunque, la diffusone del Tiramisù è stata inarrestabile, dilagando ovunque, e diventando in particolare un dolce “di casa.” Io l’ho conosciuto direi negli anni Settanta, in un ristorante/pizzeria di cui ahimè non ricordo più il nome, dove andavamo a volte con zii e cugini: mia zia si era fatta dare la ricetta, e l’aveva naturalmente passata a mia madre, che ne aveva fatto, assieme al budino, uno dei nostri dolci preferiti. Sì, se ritrovo la ricetta lo rifaccio – e la pubblico.

La ricetta-base è comunque ben nota: ma se ne possono ritrovare molteplici varianti, come testimonia la nostra classifica dei migliori Tiramisù. Da segnalare, in questi ultimi tempi, l’aumento dei Tiramisù alla birra, portato della proliferazione delle birrerie artigianali, senza dubbio; ho visto anche una versione al Baileys, peraltro. Qualche anno fa è anche comparso un Mettimigiù, opera di Franco Aliberti.

E sì, prima o poi assaggerò anche i Tiramisù all’avocado e al tè matcha.

Ce la posso fare.

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