Nei giorni della vigilia tutti scommettono sulle nuove stelle Michelin. Non si pensa alle soppressioni che purtroppo ci sono.

L’edizione 2018 segna la caduta di ben due stellati entrambi a Milano: Carlo Cracco e Claudio Sadler.

Due nomi pesanti, come d’altronde tutti i due stelle Michelin, ma sicuramente la perdita di una stella per Carlo Cracco farà discutere quanto, se non di più, la perdita di una stella di Davide Scabin.

Ci sarà tempo, forse, per comprendere questa bocciatura che arriva nel momento in cui Carlo Cracco ha aperto Garage Italia Customs con Lapo Elkann nell’ex stazione Agip di Piazzale Accursio con notevole successo mediatico e si accinge ad aprire il suo nuovo ristorante in Galleria al Duomo.

Riporto, però, subito un passaggio della mia intervista al direttore della Guida Michelin, Sergio Lovrinovich, che faceva il punto sulla mediaticità degli chef (l’intervista è del marzo 2016, attenzione)  e che potrebbe essere indicato da qualcuno come causa della caduta della stella.

L’esposizione mediatica è un acceleratore o un freno per guadagnarne una nuova stella? Penso a due casi abbastanza eclatanti: Cannavacciuolo e Oldani, ma anche il contrario della bufala di Cracco che la perde per troppa televisione.

Nel caso di Cracco immagino che la nuova destinazione di Baronetto insieme all’esposizione mediatica abbiano suggerito questa possibilità. In realtà la mediaticità non condiziona la nostra linea editoriale. Sicuramente lo chef che si assenta dalla cucina deve avere un team capace di offrire la medesima qualità in sua assenza. Nel mondo ci sono chef più mediatici di quelli che ha citato che hanno molti ristoranti con stelle.

  

Probabilmente la perdita di una delle due stelle non peserà più di tanto sui progetti di Carlo Cracco, ma si aggiunge alla perdita di una stella di Sadler, che abbassa il tesoro complessivo di Milano.

A risollevare i valori della città in termini di due stelle c’è Andrea Aprea che porta il Vun alla conquista delle seconda stella Michelin.

E ora tocca a voi ipotizzare i motivi del declassamento dei due ristoranti, anche se noi preferiremmo conoscere le vostre ipotesi sull’upgrade del Vun che è notizia più affascinante.

2 Commenti

  1. Il Vun ottimo ristorante.

    Le 2 stelle vi possono stare. Il migliore monostellato che ho fatto a milano, a mio avviso, resta il Lume di Tagliente
    Avrebbe meritato la seconda già quest’anno

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