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Che ci fanno un Acerrano, un Napoletano e un Romano in pizzeria? Sembra l’avvio di una barzelletta di Pulcinella, ma quelli che fanno ridere non sono tra le mura della pizzeria Da Nino Pannella.

Qui ad Acerra, profonda provincia di Napoli, il mito di Pulcinella risale a mezzo millennio fa: Paoluccio della Cerra, Paolo Cinella, zotico proveniente dal contado aka Pulcinella Cetrulo de la cerra si dice venga ritratto dal pittore Ludovico Carracci nella metà del ‘500.

Storia antica, ma non quanto quella che vorrebbe che la maschera di Carnevale con voce di chioccia, naso adunco, camice bianco largo e cappello a pan di zucchero derivi da Kikirrus, personaggio delle Fabulae Atellane.

Tutte caratteristiche che non corrispondono né all’oleografia dello scansafatiche popolano che con furbizia risolve i problemi che gli si parano davanti né al gusto semplice che lo ha portato ad essere espressione del popolo napoletano.

Alla pizzeria di Nino Pannella, insomma, non ci andate se cercate la pizza come la facevano i trisavoli o se volete l’ambiente delle cartoline in bianco e nero.

Pur esistendo da circa 8 anni e da 13 mesi nella versione rinnovata che vedete oggi, la pizzeria dei Pannella ha fatto scelte in controtendenza, almeno in parte.

A iniziare dal forno. Tirato via con la gru il Marana, la costruzione è stata affidata a un artigiano locale per accogliere il propulsore a gas.

Via anche la farina 5 Stagioni, è arrivata la farina del Mulino Gatti per assecondare il nuovo percorso intrapreso dal giovanissimo Nino che di anni ne ha 23 ed ha iniziato ad ammaccare pizze probabilmente quando ha cominciato a camminare con il girello.

A stendere la strada dell’esclusività è stato chiamato Marco Lungo, teorico della biga applicata a qualsiasi cosa metta insieme acqua e farina.

La strana coppia è solo all’inizio della costruzione di una pizzeria che si allargherà alla nuova sede di Mariglianella e in un futuro non troppo lontano in una serie di pizzerie che accoglieranno i semi di Acerra.

La messa a punto dell’impasto in questo caso dipende anche dall’accordo con la cottura a gas che per quanto possa avvenire in una camera identica a quella che brucia legna ha caratteri propri.

Nino Pannella, con la voglia arrembante dei più giovani, ha incrociato le nozioni nuove con le farciture in uso creando un mix piacevole.

Benedetto l’abbassamento del tenore di sale nell’impasto che però resiste nel pomodoro della margherita in un inconsueto contrasto tra disco e farcitura (e anche qui la fase di test sta esaminando diverse produzioni di Fior di Latte per individuare quello in grado di conferire un carattere più deciso).

Sfrontata, ma non quanto ci si aspetterebbe, la pizza con mortadella e pepe che ha il plus del cornicione ripieno di ricotta e pistacchio. Ragazzi, un girello per una macinata a tavola ci va tutto se si vogliono accontentare i palati più rustici.

Che si diletteranno con la pizza robusta di aglio contrastato dai pomodori semi dry e le olive della pizza omaggio ai marinai.

Azzeccato anche il doppio passo della pancetta con pomodorini, delicata ma non troppo.

E visto che siamo alla tavola governata da un giovane, c’è anche la pizza dolce, in verità più di una, con la crema di cioccolato. Da condividere con tutto il tavolo.

Io, cioè il Napoletano, mi sono divertito ad arrivare sino ad Acerra per assaggiare questo inizio di percorso e anche i prezzi iper-popolari (la margherita basic viene via a 3,50 €, ma se volete la gourmet con mozzarella di bufala e datterini del Vesuvio la trovate a 9 €) che sono perfetti per tavolate popolate di amici.

Di Pulcinella nemmeno l’ombra. Ma al tempo del web 2.0 e degli aerei è possibile che stia raccontando barzellette su qualche spiaggia tropicale.

Voi più terra – terra potete prendere la Smart e puntare Google Maps sull’indirizzo a seguire per tirare la volata ai vostri amici appassionati di pizza.

Pizzeria da Nino Pannella. Via Arafat, 64. Acerra (Napoli). Tel. +39 081 1955 1304

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