Pasta. GranoSalus sul glifosato attacca gli spaghetti di Eataly e del Consorzio di Gragnano IgpTempo di lettura: 2 min

Non si ferma la campagna di Granosalus sul glifosato presente nella pasta italiana.

L’assunto lo conoscete: se nella pasta ci sono tracce di glifosato, vuol dire che il grano non è italiano quindi vuol dire che quella pasta non può fregiarsi del titolo 100%italiano.

Le analisi questa volta riguardano 5 paste prodotte a Gragnano, la città della pasta e del Consorzio di Tutela dell’Igp.

Per la analisi sono stati scelti gli spaghetti, riporta Il Salvagente.

La Tre Mulini distribuita dal Gruppo Eurospin contiene 0.093 mg/kg di glifosato.

La Rigorosa segue con 0.075 mg/kg: è prodotta dal Pastificio Lucio Garofalo Spa in nome e per conto del Premiato Pastificio Afeltra Srl controllato da Eataly di Oscar Farinetti.

La terza marca è quella del Pastificio G. Di Martino (0.052 mg/kg) che fa parte del Consorzio di Gragnano.

Poi ci sono due marche sempre riconducibili a Farinetti, cioè Afeltra e le analisi hanno rilevato un contenuto di glifosato di 0.045 mg/kg: è prodotta dal Premiato Pastificio Afeltra Srl (controllato da Eataly) con marchio IGP.

L’altro marchio è Afeltra – 100% Grano Italiano sempre di proprietà del Premiato Pastificio Afeltra Srl (controllato da Eataly) che risulta l’unica confezione di spaghetti con marchio IGP Gragnano senza glifosato.

Granosalus fa un affondo diretto con le accuse a Oscar Farinetti di trattare il cibo come un bullone. I marchi a lui riconducibili peccherebbero di utilizzo di semola da grano duro estero e quindi non sarebbero un’eccellenza italiana. In realtà Oscar Farinetti non ha fatto mai mistero anzi lo dichiara proprio che la qualità dei grani canadesi è superiore a quella dei grani italiani.

Nelle maglie di Granosalus è finito anche l’attuale presidente del Consorzio di Gragnano IGP, Giuseppe Di Martino, con il suo pastificio.

Percentuali in tutti i casi abbondantemente sotto i livelli di legge.

Ma GranoSalus fa un’equivalenza tra genuinità, grano italiano e assenza di glifosato che ovviamente mette in allarme i consumatori.

Nel suo articolo, l’associazione richiama La Via del Grano citandola come unica strada da cui arrivava il grano duro per la semola della pasta a Gragnano.

Dimenticando probabilmente che c’erano anche le strade del mare e al porto di Napoli arrivavano i carichi di semola dalla Sicilia, dal Levante e dalla Barbaria come ricorda Paul-Jacques Maoulin nel primo libro scritto sui vermicellari (1767) che probabilmente identificavano Cipro e l’Africa Settentrionale.

2 Commenti

  1. Onestamente, ri-leggere queste… ehm [termini-non-educati] affermazioni di un’associazione che gioca come il mazziere delle tre carte tra “prodotto” e “materia prima”, non rende quelle affermazioni più vere o più credibili.
    Si inventano(*) dal nulla aggettivazioni e tradizioni mai esistite, come quella dell’unica strada da cui arrivava il grano duro… Il resto davvero è meglio non commentarlo, né confutarlo.

    (*) Inventarsi denominazioni e leggende sul cibo non nobilita né rende più vere le proprie battaglie. Valga quanto scritto nel libro “Denominazione d’origine inventata”, di A. Grandi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui