Sébastien Bras

“Una pressione da non sottovalutare”, è quello che racconta Sébastien Bras, figlio d’arte del cuoco Michel Bras.

Ammette che, come altri chef, spesso il pensiero era al collega francese Bernard Loiseau, suicidatosi nel 2003, secondo alcuni perché si aspettava la perdita della terza stella.

E la Michelin ha dato l’ok: “E’ difficile per noi avere sulla guida un ristorante che non vuole esserci, ed è la prima volta che abbiamo un ritiro pubblico simile” – ha affermato la vicepresidente Claire Dorland Clauzel.

Certo, si potrà obiettare che succedeva già in passato, ma di solito i ristoranti venivano rimossi dalla lista Michelin quando gli chef si ritiravano o cambiava il ristorante stesso.

Eppure nel 2005 Alain Senderens, uno dei pionieri della Nouvelle Cuisine, aveva chiuso il suo 3 stelle Art Nouveau Paris spiegando che ne aveva abbastanza dell’agonia della perfezione.

Tre anni dopo, ma questo lo sappiamo in pochi, era stato Olivier Roellinger a chiudere il suo ristorante stellato nel villaggio bretone di Cancale, sostenendo di volere cercare una vita più tranquilla.

In Italia tutti ricorderemo la querelle del compianto Gualtiero Marchesi e la guida gommata.

E voi cosa ne pensate, visto che pare ormai obiettivo di tutti gli chef, giovani e meno giovani, arrivare ad avere almeno una menzione sulla guida rossa?

Meglio una vita lontano dai riflettori o la pressione mediatica di mille critici ed appassionati?