10 cibi da mettere nella lista della spesa compilata a Taste 2018

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Se siete stati al Taste Firenze avrete adocchiato più di un ingrediente da mettere in dispensa.

Lo abbiamo fatto anche noi e vi proponiamo una selezione di 10 cibi che ci sono piaciuti.

Prendete nota.

1. L’Olio Fumo dell’Antico Frantoio Muraglia

Conosciamo tutti, o quasi, l’Antico Frantoio Muraglia non solo grazie all’olio ma anche al packaging piuttosto singolare, orci in ceramica arcobaleno, che col tempo sono diventati veri e propri oggetti da collezione. Per fortuna l’azienda (familiare da 5 generazioni) non si è persa nel futile e ha continuato a dedicarsi all’olio. L’ultima novità è Olio Fumo (olio affumicato a freddo con il legno di faggio), delicatamente profumato ma che ha capacità di cambiare il piatto con poche gocce.

Antico Frantoio Muraglia. Via San Candido, 83. 76123 Andria (BT). Tel. +39 08831950959.

2.  Il caffè a estrazione fredda di Caffè Lelli

Il metodo Cold Brew consiste nell’infusione di caffè a freddo, in modo che non viene né scaldato né pressato – nel caso del Caffè Lelli per almeno 20 ore. Potrebbe sembrare che di caffeina ce ne sia poca, visto che il gusto è delicato, invece è una piacevole e valida alternativa al classico espresso, specie in estate, da gustare senza zucchero. In bocca è molto rotondo, quasi burroso.

Caffè Lelli. Via del Mobiliere, 1. Zona Roveri. 40138 Bologna. Tel. +39 051531608.

3. Il succo di mela invecchiato di Zolla14

Vi è mai capitato di assaggiare il succo di mela d’annata? No? Da qualche tempo invece è possibile grazie all’impegno e all’amore per la terra di Zolla14, un’azienda agricola del Trevigiano che dal suo meleto ricava le 7 meraviglie di 7 tipi di succo, tra cui una riserva speciale del 2010 di mele Fuji. Chissà se un giorno non finiremo per fare le verticali di succo di mela invece che del “solito” vino?

Zolla14. Via Cartiere 14. Carbonera (Treviso). Tel. +39 0422.445545

4. Galline coi tacchi e balene a pois con Tablecloths

Ogni anno che passa, le creazioni tessili di Tablecloths diventano sempre più “fuori di testa”. Grembiuli con galline colorate su tacchi a spillo, le tovagliette piene di uova al tegamino, i runner con le balene a pois e i pesci colorati in ogni dove. Complimenti al genio creativo di Massimiliano Parri, di cui il motto, sembrerebbe, è ”se nun so’ matti, non ce li volemo”.

Tablecloths. Piazza Santa Maria delle Carceri,12. (Prato). Tel. +39 0574 595317 

5. Il Castelmagno di La Meiro

Il Castelmagno è sempre stato considerato il principe di formaggi, ma dopo la nostra guida dedicata ai formaggi d’alpeggio e le reazioni dei fortunati vincitori del nostro concorso, non abbiamo resistito: la curiosità di assaggiarlo era troppa. Ed eccoci quindi allo stand di Valsana. Possiamo dire che si è trattato di un’esperienza quasi mistica? Il formaggio che si sbriciola letteralmente se si prova a infilzarlo con uno stecchino; in bocca, assomiglia ad una sottile pasta sablé (questo lo ha suggerito Giulia, ma è vero) dal sapore intensamente floreale e delicato nello stesso tempo. Bravi Giorgio e Andrea Amedeo.

6. La biscotteria dolce e salata di Kucino

Biscottini dolci, ma anche salati, piccoli snack, tutti prodotti con ingredienti di qualità da questa azienda dell’Aquila simpatica già dal nome, Kucino. Fatti a mano con amore. E poi ci sono le miscele per dolci “in tazza”, la trasposizione delle cupcake anglosassoni, con tutti o quasi gli ingredienti per un dolce da cucinare direttamente con il microonde.
Kucino. Viale Nizza, 11. 67100 L’Aquila. Tel. +39 08621956277.

7. Gli insaccati della Timpa del Cinghiale

“Timpa” vuol dire collina, ovvero cinque ettari di bosco in Basilicata dove vengono allevati allo stato semibrado i cinghiali di questa azienda, ora in mano alla terza generazione della famiglia, giovani che hanno avviato un’operazione di rinnovamento dell’azienda, anche attraverso lo sfruttamento di tutte le parti dell’animale, e qualche idea innovativa anche nel packaging – affettati in busta e così via. Il fatto che i cinghiali vengano allevati in libertà, mangiando quello che trovano, che i maiali che contribuiscono alla fattura degli insaccati (se non ho capito male, il grasso utilizzato è di maiale) vengano allevati allo stato semibrado, senza l’utilizzo di mangimi geneticamente modificati, da aziende lucane, che le lavorazioni seguano antiche ricette, beh, si sente all’assaggio.

Timpa del Cinghiale. Salumificio: Via Germania. Piano S. Nicola di Pietragalla. Pietragalla (Potenza)

8. I Paccasassi di Rinci

I Paccasassi, altrimenti detti finocchio marino, sono una specie erbacea protetta, originaria della zona del Conero: si chiama così perché cresce fra le pietre e gli scogli. L’azienda Rinci (anche in questo caso, giovani) ovviamente la coltiva, in un appezzamento dalle parti di Portonovo, e la mette in commercio.

Rinci è un´azienda artigianale marchigiana d´eccellenza che propone creazioni gastronomiche di altissima qualità. Francesco, Luca e Alessandro hanno un obiettivo ambizioso: regalare nuovi gusti ed esperienze sensoriali uniche reinterpretando i sapori della tradizione con sapienza e originalità, a partire da ingredienti semplici e sani.

Questo per dire che non fanno solo barattoli di paccasassi: ma per chi non li conosce, sono la prima cosa da provare. Li abbiamo assaggiati così, nature, appena tolti dal varattolo: sapori intensi, buoni anche da soli, ma sono curioso di provarli in abbinata con mortadella, pesce, e non so ancora cosa.

Rinci. Via Ugo La Malfa, 10. Castelfidardo (Ancona). Tel. +39 0717821358.

9. Le confetture di Terravecchia

Tre sorelle per un’azienda di Policoro, nel Materano, Terravecchia. Siamo ancora in Basilicata, una specie di giacimento del gusto ancora da esplorare. Il loro punto di forza è la lavorazione dei fichi – confetture, sciroppi (il ficotto), caramellature – delle varietà Saverio e Fico rosa di Pisticci, selezionate da tipi originali dell’entroterra lucano, provenienti dalle oltre 12000 piante dell’azienda Ancona a San Basilio di Pisticci. E se le varie delinazioni del fico in Terravecchia sono una delle cose più golose assaggiate, meritano senz’altro anche i vari altri prodotti in catalogo.

Terravecchia. Via L. Romeo, 7. Policoro (Matera). Tel. +39 0835980812. 

10. Frutta e verdura in conserva della Cascina Pizzavacca

Un punto a favore della scelta della Cascina Pizzavacca è che si trova a Villanova sull’Arda, terra d’Emilia da dove proviene il lato materno della famiglia di chi scrive (il Bonati) – e qui abitava una coppia di prozii. Ma ce ne sono molti altri, ben più importanti, a partire dall’assaggio dei sottaceti sottoli succhi confetture, tutti di prodotti dell’azienda o del circondario a parte frutta e verdure “esotiche” (nel senso che se le albicocche finiscono, finisce anche la marmellata), coltivati e lavorati all’insegna della sostenibilità, della tradizione, della qualità. Un ultimo punto a favore, nella famiglia Pisaroni (ancora un’azienda familiare) c’è anche un Emanuele.

Cascina Pizzavacca. Via Po, 1. Soarza di Villanova sull’Arda (Piacenza). Tel. +39 0523837395.

E voi, cosa avete scovato di buono al Taste Firenze?

[Immagine: AKAstudio – collective]

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- martedì, 13 marzo 2018 | ore 9:31

Un commento su “10 cibi da mettere nella lista della spesa compilata a Taste 2018

  1. Timpa del cinghiale buono, ma in Basilicata ce ne sono dozzine di piccoli produttori dello stesso livello (Sapori di Castelluccio per esempio). Finalmente torniamo al Castelmagno che si sbriciola, dopo gli eccessi delle versioni troppe stagionate?

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