10 regole per cucinare la pasta alla perfezione ed evitare una catastrofe

La notizia sembrava una di quelle fake news che mirano a creare odio nei confronti dei nemici della tradizione gastronomica italiana. E non stiamo parlando della pizza di Cracco, ma del trio di studentesse americane di stanza a Firenze che hanno avuto una brillantissima idea.

Acquistare la tanto agognata pasta e schiaffarla nella pentola a pressione senza se e senza ma o, meglio, senza aggiungere acqua nemmeno per avvicinarsi all’idea del cuocerla.

Ovviamente la pentola a pressione è diventata una bomba incandescente e sono dovuti intervenire i pompieri per evitare che andasse a fuoco tutta la casa.

E dopo i pompieri che hanno sventato l’attentato pasticida, è il turno di noialtri amanti della pasta gettare acqua sul fuoco delle polemiche che potrebbero nascere con ingiurie all’indirizzo delle malcapitate che assomigliano a quei bambini convinti che lo yogurt alla frutta cresca sugli alberi.

Per evitare tentativi di imitazione, ecco 10 regole che sono state enunciate già da qualche lustro dai maestri di Alma.

La prima regola è preparare una pentola con abbondante acqua, non è nemmeno il caso di dirlo.

Mentre per la scelta della pasta migliore non avete che da scandagliare la nostra classifica che è un vero e proprio cult.

Le 10 regole d’oro per la cottura perfetta della pasta

  1. Utilizzare acqua nella proporzione di un litro per ogni etto di pasta perché la pasta si deve reidratare molto bene e perché non si fermi l’ebollizione (l’ideale è usare acqua poco calcarea).
  2. Usare sale grosso da cucina nella proporzione di un dodici – quindici grammi per litro d’acqua.
  3. Aggiungere il sale solo quando l’acqua avrà raggiunto il punto dell’ebollizione e attendere, prima di buttarvi la pasta, che sia sciolto perfettamente e che l’acqua riprenda l’ebollizione. L’acqua salata raggiunge più lentamente l’ebollizione
  4. Usare una casseruola o una pentola piuttosto capace a pareti alte perché la pasta dovrà cuocere galleggiando bene. Immergere la pasta (sia fresca sia secca) in una sola volta e mescolarla immediatamente eviterà così di incollarsi. Condurre la cottura a pentola scoperta e a fiamma piuttosto vivace mescolando frequentemente.
  5. Per evitare che certi tipi di pasta, come tagliatelle, pappardelle, spaghetti, trenette ecc., si appiccichino durante la cottura, si può aggiungere all’acqua un filo d’olio extra vergine d’oliva. Per certi tipi di pasta da gratinare in forno (come lasagne, cannelloni, torte salate, timballi, pasticci ecc.) mantenere la pasta al dente raffreddandola con rapidità e preriscaldare il forno con un certo anticipo.
  6. Per il tempo di cottura della pasta secca industriale attenersi alle indicazioni riportare sulla confezione. Per la pasta fresca seguire le indicazioni date nelle singole ricette. E’ buona norma comunque assaggiare la pasta qualche attimo prima di scolarla.
    Appena la pasta avrà raggiunto il giusto punto cottura versare in pentola un mestolino di acqua fredda per arrestare immediatamente la cottura, quindi scolarla.
  7. Scolare la pasta al “dente” mantenendovi aderente un po’ dell’acqua di cottura.

  8. Scaldare sempre la zuppiera o il piatto (a meno che non si tratti di una pastasciutta da servire fredda) con acqua bollente e asciugarli bene prima di versarvi la pasta.
  9. Condire la pasta con una parte del sugo e servire il rimanente, caldissimo, in salsiera e questo perché il sugo facilmente si raccoglie sul fondo della zuppiera.
  10. Aggiungere eventualmente il formaggio alla fine (oppure servirlo a parte) quando la pasta avrà assorbito completamente il sugo, avendo cura di grattugiarlo solo al momento, salvo il caso in cui il formaggio è un ingrediente del sugo.

Capita l’antifona? Se non volete rischiare che i vostri ospiti stranieri diano fuoco alla casa, al B&B, all’Airbnb, dotateli di questo rapido prontuario.

E che pasta cotta (alla perfezione) sia.

3 Commenti

  1. dettaglio:
    – quantità di acqua un po’ dipende dal formato. Ad es. paccheri, calamarata et similia sono e rimangono voluminosi anche durante la cottura. Du’ spaghi, o i sedanini, nuoteranno comodi anche in una misura inferiore di acqua
    – sale, imho, è meglio “a proprio gusto e secondo il condimento”. Una cacio e pepe, per dirne una, regge bene anche una quantità di sale inferiore ad altri condimenti più “delicati”.
    E che Buona Pasta sia per tutti!

  2. Aggiungere il sale solo quando l’acqua avrà raggiunto il punto dell’ebollizione…avete una minima idea del cambiamento di tempo per l’ebollizione di acqua salata e non?
    mi sa che non avete una grande preparazione in chimica, altrimenti non avreste detto una panzana del genere

    • Anche il fatto dell’ebollizione mi lascia perplesso: se anche non bolle, la pasta cuoce lo stesso. Diciamo per lo meno sino a che la temperatura rimane superiore agli 80°. Diciamo che siamo rimasti ai consigli della nonna, da tempo sbufalati da chi cucina in maniera un po’ più seria e ripetibile

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