Il tema dei superfood è un tormentone continuo perché vogliamo credere nei miracoli che risolvono i problemi e regalano benefici degni di fantascienza. Continuiamo ad essere affascinati dalle bacche di goji e dai semi di chia, dalla spirulina e dalla moringa, un albero coltivato in Sud America, dal quale si ricava la polvere che ricorda il tè matcha. Pare che abbia tanti aminoacidi essenziali, una marea di vitamine e antiossidanti e sia capace di prevenire ben 300 malattie, insomma un miracolo della natura che verrà usata anche nella preparazione di sorbetti e di gelati, anticipa l’Accademia dei Maestri Gelatieri, e che diventeranno il gusto dell’estate 2018.

Cosa sono i superfood? La risposta scientifica non esiste, ma possiamo definire così gli alimenti particolarmente ricchi di alcune sostanze come microelementi e vitamine che ci permettono di recuperare in fretta le forze e l’energia.

I superfood si “nascondono” anche in alimenti normali. In Russia, ad esempio, sono stati individuati superfood locali consumati da sempre dalla popolazione, ignara delle mode alimentari.

Ora ve li presento, e, forse, invece di pagare un’alga di turno a peso d’oro, comincerete ad comprare i prodotti locali che si trovano al mercato contadino e non nelle modaiole bioboutique.

1. Barbabietola

Iniziamo dalla barbabietola. Grazie tanti nitrati dal forte potere antiossidante ed energizzante, questa radice è capace di aumentare la forza e la resistenza dell’organismo. I nitrati si trasformano in monossido di azoto che stimola il metabolismo, aumenta l’attività muscolare e abbassa la pressione. Questi effetti si possono ottenere, consumando la barbabietola in tutti i modi: cruda, cotta, arrostita e anche in conserva. Contiene parecchie fibre, sali minerali, vitamine del gruppo B e poche calorie.

2. Polba

Polba è un cereale antico, parente selvatico del grano di frumento (è simile a spelta o farro), tornato di moda. Tempo fa era rimpiazzato dal frumento che ha una resa maggiore. La cottura della polba richiedeva troppo tempo e il cereale comunque rimaneva duro, o come ci piace dire, “al dente”.

La polba a fine trebbiatura conserva l’involucro protettivo e questa “buccia” contiene tante vitamine e sali minerali. E’ una base perfetta per molti piatti, specie se completata dalle verdure. Ha parecchie proteine, carboidrati complessi e le fibre. La polba è ricca di vitamine del gruppo B che sono responsabili del corretto funzionamento del nostro sistema nervoso e del rafforzamento delle difese immunitarie e ha tanta vitamina PP, più di altri cereali e addirittura più della quinoa. Infine, contiene la niacina che normalizza il colesterolo nel sangue ed è una mano santa per la salute della pelle.

3. Grano saraceno

Anche il grano saraceno non ha nulla da invidiare alla modaiola quinoa e può essere definito un superfood. E’ ricco di proteine vegetali, calcio e ferro. Poiché è un “pseudo cereale”, ha solo un terzo di grassi rispetto ai cereali tradizionali e contiene parecchio iodio. Il grano saraceno è completamente gluten free e quindi può essere consumato dai celicaci, e costa davvero poco. Tiene a bada la pressione alta e il colesterolo e fa bene ai bambini.

In cucina il grano saraceno viene lessato, più o meno come il riso, e si mangia in una sorta di “greciotto” o come contorno, oppure viene macinato per ottenere la farina. Una classica ricetta russa dei bliny (le crêpe lievitate) si faceva con la farina di grano saraceno verde, non tostato. In Italia si usa per la polenta, i pizzoccheri, nel pane e nei dolci.

4. Olivello spinoso

In antichità queste bacche, così colorate, succose e profumate, si chiamavano “ananas siberiano”. L’olivello spinoso si usava per ottenere l’olio, preparare succhi, marmellate e gelatine, e le conserve per l’inverno. Le bacche contiengono parecchio betacarotene (provitamina A), tocoferolo, ovvero la vitamina E, un rarissimo acido palmitoleico, l’Omega 7 che ha effetto idratante sulla pelle e sulle mucose e favorisce la cicatrizzazione. Per questo l’olivello spinoso viene usato per integrare la terapia delle vie respiratorie alte e fa parte di molte creme antiage.

5. Olio di lino

Il lino è ricco di grassi polinsaturi Omega 3, Omega 6 e Omega 9, che non vengono sintetizzati dall’organismo, ma sono indispensabili per il funzionamento del cervello, del cuore e dei capillari. Grazie a queste caratteristiche l’olio di lino è quasi migliore dell’olio extravergine di oliva, ma il suo profumo non tanto gradevole non giova alla sua popolarità. L’olio di lino contiene il doppio di acidi polinsaturi rispetto all’olio di fegato di merluzzo e ne basta solo un cucchiaino al giorno per coprire il fabbisogno giornaliero. L’olio di lino aiuta nella prevenzione del tumore al seno ed è un valido sostegno ai regimi dimagranti: regola il metabolismo e aiuta a scomporre i grassi in acqua e glicerina.

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