La sharing economy fa capolino anche nel settore alimentare: approda in Italia Too Good To Go, l’app della start-up danese che ha come obiettivo principale combattere gli sprechi alimentari.

Nata nel 2015, l’applicazione era ormai già presente in 9 paesi europei e all’appello mancava proprio l’Italia.

Cibo a scatola chiusa nei dintorni

Il suo funzionamento è molto semplice: l’app, in base alla geolocalizzazione trova i punti vendita aderenti. Questi preparano delle scatole, dette “Magic Box”, nelle quali mettono piatti e prodotti rimasti invenduti che altrimenti finirebbero nella spazzatura. Ma il cliente può conoscerne il contenuto della confezione solo al momento del ritiro dell’ordine.

L’iniziativa è finalizzata ad evitare che ristoranti e botteghe facciano sprechi, gettando nella spazzatura cibo non fresco ma ancora commestibile. Oltre a ragioni di tipo etico, il progetto avrebbe anche un fine ecologico: stando a quanto dichiarato dai creatori dell’applicazione, questo sistema di food sharing potrebbe far diminuire di 2 kg le emissioni di anidride carbonica.

Resterà da capire se l’iniziativa del comprare a “scatola chiusa” il cibo piacerà agli utenti: c’è il rischio che i clienti possano acquistare cibi e prodotti di non loro gradimento o contenenti allergeni. Per questo la stessa applicazione avverte il cliente di contattare preventivamente il punto vendita.

Gourmet a sorpresa alla portata di tutti

Il lato positivo di Too Good To Go, tuttavia, è la possibilità di comprare ad un prezzo più che economico, prelibatezze non alla portata di tutti. La fascia di prezzo di ciascuna scatola oscilla tra i 2 e i 6 €; i metodi di pagamento accettati sono carte di debito o credito o PayPal, mentre il pagamento in contanti ancora non è possibile.

A fare da apripista a questo progetto saranno i ristoranti della catena biologica EXKi, il panificio Le Polveri, i supermercati Carrefour e il punto vendita Eataly di Milano Smeraldo.

Il precedente esperimento italiano

Too Good To Go non è comunque la prima app a portare avanti questa iniziativa: nel nostro Paese ci avevano già pensato quattro anni fa i milanesi di MyFoody a creare un’applicazione che trovava le offerte “antispreco” nei supermercati in scadenza. Progetto, ancora oggi in piedi, che però non ha avuto lo stesso identico successo.

Riuscirà l’iniziativa a creare una rivoluzione nel campo del food e della ristorazione, dove gli sprechi sono all’ordine del giorno?

[Testo: Manfredi Scarinci. Link: Ansa]