Se dico Cacchione, a voi cosa viene in mente?

Probabilmente saprete che Cacchione è un vino che si produce a Nettuno, in provincia di Roma, e che è il nome locale del Bellone, il vitigno autoctono laziale recentemente rivalutato e riportato in auge.

Fuochino.

E’ vero che il Cacchione è un biotipo del Bellone, ma è cresciuto, sviluppato e si è adattato storicamente nella zona chiamata Costa dei Cesari, luogo di vacanze dei patrizi e imperatori romani, e che corrisponde ai territori dei comuni odierni di Anzio e Nettuno.

Viene coltivato a piede franco, cioè le viti non sono innestate e radici e fusto sono di un’unica pianta. In Italia ci sono poche zone dove esistono i vitigni non innestati su radice di varietà americane ma comunque resistenti alla fillossera che alla fine dell’800 aveva distrutto la gran parte dei vigneti europei.

Alcune varietà, coltivate nei terreni vulcanici o sciolti, come le sabbie del territorio di Nettuno, sono riusciti a resistere fino ai nostri tempi, perché la fillossera non prospera in quel genere di terreni. Oltre la zona di Nettuno, si possono ricordare anche alcune zone della Sardegna, del Vesuvio, dell’Etna e qualche altro piccolo territorio isolato.

Per approfondire il discorso, sono andata nella Cantina Bacco alle porte di Nettuno, per una chiacchierata con il presidente, Giuseppe Combi.

Bacco è una vecchia cantina sociale, fondata negli anni ’50. In seguito diventò una cooperativa che conta attualmente 13 soci che coltivano in tutto 43 ha di vitigni, tra cui 22 ha del Cacchione. Ma ecco cosa mi ha raccontato il presidente Combi.

Nettuno da sempre è sinonimo di Cacchione e siamo stati proprio noi, nel lontano 1973, a recuperare la tradizione del piede franco con voglia e passione. Ed è grazie alla tenacia dei nostri soci e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale che nel 2003 è stato ottenuto l’importante riconoscimento della Dop Nettuno, ed è proprio questo il motivo che ci ha spinto a promuovere questa iniziativa”, spiega Combi.

“Il Cacchione è un vitigno di antichissima conoscenza, citato da Plinio il Vecchio su Naturalis Historia e nei Capitoli delle Gabelle, fatti redarre da Marcantonio Colonna nel 1570, e da sempre viene impiantato senza innesto sulla barbatella, ovvero a piede franco. Sono un socio e Presidente del cooperativa Cantina Bacco scrl, e da nettunese di storica famiglia e, come tutti i miei concittadini, sono orgoglioso di questo prodotto della nostra terra. Noi ne abbiamo reimpiantati nell’anno 2004 circa otto ettari, ma a Nettuno si possono ancora trovare vigneti secolari.”

Da qualche anno la Cantina Bacco ha come consulente Roberto Mazzer, enologo e architetto che progetta le cantine seguendo i principi della bioarchitettura e delle energie da fonti rinnovabili. Per questo adesso Bacco è una cantina moderna, con tutte le attrezzature “all’ultimo grido” dell’enologia contemporanea, con una bella sala degustazione e uno spazio vendita, dove regna un bel dispenser per il vino.

In cantina si producono due tipi di bollicine, entrambe con il Metodo Charmat: lo Spumante Cacchione Extra Dry IGP e l’Amoenus Spumante Brut IGP. Inoltre c’è un vino fermo, Pantastico, Cacchione Nettuno DOP, il frizzante Cacchione IGP, e anche la grappa di Cacchione.  Una gamma piuttosto completa.

Grazie alla notevole acidità e struttura importante, si direbbe quasi “ignorante”, del Cacchione, entrambe le bolle risultano essere complesse, armoniose e di carattere. 

L’Extra dry è molto fresco e fruttato. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino, dal perlage fine e persistente. Note di frutta al naso si arricchiscono da una notevole sapidità in bocca.

Amoenus, il Brut, è più secco, ma sempre fruttato. Giallo paglierino anche esso, la bollicina è sottile ma riesce a solleticare il palato a lungo. Note vivaci di fiori e frutta al naso, in bocca si traducono in complessità ed armonia. E’ un vino che pulisce bene il palato, specie dopo i piatti a base di pesce.

Piacevole e spensierato il Cacchione frizzante, ma Pantastico ha davvero qualcosa in più da offrire. Dato che il vitigno è di antiche origini romane, ed è stato citato da Plinio come “uva pantastica”, il termine non poteva che finire anche sull’etichetta. Il Cacchione di Nettuno è composto dai soli grappoli del vecchio vitigno Cacchione coltivato a piede franco in zone dell’entroterra dei Comuni di Nettuno ed Anzio. Il vino si presenta nel bicchiere color giallo paglierino intenso, al naso arrivano i profumi complessi di frutta matura. In bocca è avvolgente, setoso e persistente, sapido e ben strutturato.

Rimane l’unica domanda: ma perché Cacchione? E’ molto semplice: cacchio in dialetto nettunense significa grappolo, e per questo il termine è passato anche al vitigno.

Cantina Bacco.Via Eschieto, 1. Nettuno (Roma)Tel. +39 06 9851921

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