Dopo Marco Pierre White è la volta di Yannick Alléno di creare un caso sul tema della parità dei sessi in cucina e, segnatamente, nell’alta cucina.

Lo scenario è quello della riunione convocata dalla The World’s 50 Best Restaurants al Museo del Quai Branly-Jacques Chirac per parlare di Gastronomia senza frontiere dal concorrente della Guida Michelin. La prima volta che il gigante inglese si affaccia “nell’orto della Michelin”, annota Libération, per promuoversi nella casa base della Rossa.

Sul palco ci sono soltanto chef uomini: Yannick Alléno, Mauro Colagreco, Bertrand Grébaut, Romain Méder et Alain Passard.

Tutto sembra filare liscio fino alla domanda di Fulvio Zendrini, giornalista scambiato per cuoco italiano, che rompe l’incantesimo chiedendo: “Dove sono le donne?”.

Momento di imbarazzo che, spiega Zendrini a Lettera Donna di Elle, aveva già colto tra le fila dei partecipanti alla tavola rotonda sull’evoluzione dell’identità de la gastronomia francese.

Dobbiamo prendere coscienza che le donne sono ancora assenti qui ma ci sono in cucina”, ha provato a mettere una pezza Hélène Pietrini a capo della commissione francese della 50 Best aggiungendo “con poca abilità” che la metà dei cuochi incaricati di preparare il buffet in sala era appunto costituito da donne chef. Brusio nella sala.

Alléno interviene: “Mi dispiace, ma esistono freni strutturali. Molte donne ci chiedono di lavorare solo a mezzogiorno perché la sera devono occuparsi dei bambini”.

E aggiunge: “Noi uomini abbiamo chanche maggiori. Il DNA delle donne è di allevare i bambini”.

Patatrac e proteste dai partecipanti. Allèno si scusa: “Il mio discorso non è maschilista”.

In completo disaccordo è Grébaut di Septime: “La mia compagna è chef e noi abbiamo allevato entrambi i nostri figli”.

Alléno insiste: “Sarebbero necessarie evoluzioni nella società”.

Grébaut ribatte: “Noi non le abbiamo aspettate”.

Rasmus Kofoed, chef di Geranium a Copenaghen, assiste “allucinato” al dibattito: “Nel mio Paese le donne occupano posti di responsabilità. È una questione di valori. Io amo il mio lavoro e amo la mia famiglia. Io mi sono occupato dei miei figli nello stesso modo con cui lo ha fatto mia moglie avvocato. Il giovedì sera scappo dal ristorante per preparare loro la cena. E noi siamo chiusi dalla domenica al martedì. È meglio perdere del fatturato ma guadagnare in qualità della vita”.

La chiusa di Libération punta il dito sulla 50 Best: nelle prime 50 posizioni del 2019 ci sono solo 5 chef donna, ma non va meglio se si guarda in casa Michelin. Tra i 27 tre stelle di Francia c’è una sola donna: Anne-Sophie Pic.

La strada per la parità è insomma lunga anche in Francia.

[Immagine: Geoffroy De Boismenu]

1 commento

  1. Beh, discorso simile lo sentii fare da Massari, infatti nell’AMPI di donne non ce n’erano fino all’anno scorso e ora dovrebbero essere in 2 (una delle quali figlia di Iginio)… finché esisteranno premi come the best female chef e chi li accetta non cresceremo mai.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui