Paura peste suina: sequestrata carne di maiale cinese a Padova

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Devo confessarlo: sono ipocondriaca ma con poche medicine. Mi preoccupo, e molto, per la “nuova” peste suina. Ieri in televisione, le rare volte che la guardo, hanno messo in onda non so quante volte i servizi sulla peste suina che ora è passata anche agli uomini ed è mortale.

Tg2 e Tg2 Post hanno ripetuto i servizi in due fasce orarie a seguire nel caso qualcuno se li fosse persi. In studio il ministro della sanità italiano e un professore della Humanitas.

Terrore. Anche se non c’è da farsi prendere dagli allarmismi, dice il ministro.

Ma questa volta la Cina è stata brava, non come ai tempi della Sars che fecero finta di niente.

Oddio, un po’ barano sui morti: 300, 800, 1500. Ma è un dettaglio.

Tutti vanno in giro con le mascherine in Cina, dice l’inviata della Rai, e ache lei l’indossa.

Ma serve chiede la conduttrice del Tg2 Post al professore. Corretto, la trasmissione avviene con un contatto prolungato e con la saliva. La mascherina non fa volare pezzettini di saliva inevitabili quando si parla. E bisogna lavarsi le mani.

Vado a lavarmi le mani. Ma i sintomi sono da orticaria. Non bisogna allarmarsi per qualche affezione delle vie respiratorie. Potrebbe essere polmonite (guardo il cassetto delle tachipirine, è rifornito) e non peste suina.

Mi conosco. Ora mi allarmo inutilmente. Meglio controllare la temperatura.

Anzi, no. Guardo in frigorifero. Ci sono un paio di bistecche congelate di maiale con il loro grasso che il macellaio mi ha tagliato quasi fossero tomahawk (non certo quella di Salt Bae) e che mi guardano speranzose di finire in padella.

Chiudo il freezer, attrezzato per resistere a una 3 giorni di scrittura e lettura compulsiva, e la partita con il maiale. Niente carne di maiale. Mucca pazza = maiale pazzo.

Ma la voce del ministro rassicura: siamo bravissimi a gestire le allerte sanitarie.

Poi stamattina in successione mi esce Luca Napoleone con un pezzo sui prosciutti più costosi del mondo e leggo questo matto che in quasi pandemia racconta del signore in Andalusia senza il minimo rispetto per la mia paura da peste suina.

Il sequestro della carne cinese illegale a Padova

Spalanco Repubblica per leggere di qualcosa delle sardine, di Di Maio, di un Salvini che bacia qualche salame e zac orrore: sequestrate a Padova 10 tonnellate di carne di maiale introdotte illegalmente dalla Cina, probabilmente infette e distribuite a ristoranti della zona.

L’azienda a cui era destinato il carico si trova nella zona industriale di Padova e rifornisce numerosi ristoranti cinesi della città e della provincia. Sono in corso accertamenti per capire quali tra questi fossero i destinatari della carne sequestrata“.

Ma come si chiama l’azienda?

La carne era nascosta in un doppio fondo del camion come se fosse droga.

Ora scendo dal macellaio e gli chiedo la tracciatura completa come vuole Coldiretti. Voglio sapere come si chiama la mamma e conoscere tutto l’albero genealogico di almeno 3 generazioni.

“Serve dare immediatamente il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine sui derivati della carne suina, per garantire la trasparenza e la rintracciabilità di fronte agli allarmi sanitari che si moltiplicano con la globalizzazione degli scambi”.

Ma partiamo con il fare nomi e cognomi perché nell’etichetta c’è scritto prodotto e confezionato da…..

Oggi pollo, è deciso.

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