Vincenzo Tiri ricorda Alfonso Pepe, re del panettone

Tempo di lettura: 2 minuti

La scomparsa di Alfonso Pepe ha scosso gli animi dei tanti che avevano avuto modo di apprezzare l’uomo e il pasticciere, la bontà dell’uno e dell’altro.

Nella rivoluzione del panettone diventato dolce (anche) del sud grazie al percorso di Alfonso Pepe e di altri suoi colleghi c’è Vincenzo Tiri di Acerenza.

Che oggi dedica ad Alfonso Pepe un post in cui il panettone è un atto di fede e di amicizia.

È dura pensare che oggi dobbiamo già salutarci. Troppo in fretta. Troppo poco tempo per dirci che ci vogliamo bene, che la tua famiglia è come la mia, che se vinci tu è come se vincessi io. Ma come si fa solo a pensare che domani sarà tutto cambiato? Mi piace ricordarti così. Con la mia mano che sostiene la tua ed un premio per questa vita meravigliosa che hai vissuto e che ci hai donato. Tienilo sempre alto verso il cielo questo premio Alfonso, la tua umiltà, il tuo animo gentile e delicato, il tuo amore saranno impressi ovunque. Anche se spesso mi sentirò solo senza di te e non riuscirò più a sentire la tua voce, a vedere il tuo nome sul mio telefono, a pranzare con te, cenare con te, a Natale, a Pasqua, io ti sentirò ovunque nell’aria . Mi sentirò dire ancora che non è finita e che ce la possiamo fare, basta volerlo. Io e te l’abbiamo sempre saputo che il #panettone è un atto di fede pertanto deliziali tutti quanti lassù amico mio. Anche in paradiso avranno bisogno di grandi emozioni come tu solo sai regalare. Mi mancherai sempre. Ti voglio bene Alfonso.
Vincenzo

È dura pensare che oggi dobbiamo già salutarci. Troppo in fretta. Troppo poco tempo per dirci che ci vogliamo bene, che…

Posted by Tiri 1957 – Acerenza on Thursday, 6 February 2020

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui