Coronavirus. Lombardia: pub chiusi, salvi i ristoranti. Supermercati svuotati a Milano

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“Abbiamo disposto la chiusura dalle ore 18 dei luoghi commerciali di intrattenimento o svago: quindi pub e discoteche, luoghi dove si trovano molte persone, esclusi i ristoranti“, ha annunciato l’assessore della Lombardia al Welfare, Giulio Gallera.

La misura si va ad aggiungere alle altre limitazioni che comprendono la chiusura delle scuole per un periodo di almeno 7 giorni che potrebbero diventare 14.

Chiusi anche i musei, i cinema e gli altri luoghi di aggregazione che aumentano le possibilità di contagio.

Video di Alvise Rigo

Se i ristoranti si salvano per il momento dalla misura interdittiva, non si sono salvati i supermercati di Milano dall’assalto dei cittadini alla ricerca dei beni alimentari. La preoccupazione è rifornire le dispense di casa per affrontare un possibile isolamento anche se il sindaco della città, Giuseppe Sala, ha escluso la possibilità di chiudere la metropoli lombarda.

Sin dalle 8 di stamattina le persone si sono messe in fila, con la mascherina sulla bocca o con le sciarpe utilizzate al loro posto, per riempire i carrelli della spesa di tutto il necessario.

In cima alla lista della spesa ci sono i disinfettanti con l’amuchina e i gel per la mani da portare con sé (con i prezzi schizzati alle stelle).

Video di Alvise Rigo

Una corsa a riempire i carrelli che ha ben presto svuotato i banchi dei supermercati.

Dall’acqua minerale ai prodotti freschi e congelati per tutta la giornata è andata avanti la spesa alimentata dalla paura più che da reali esigenze di approvvigionamento.

Un affollamento giudicato non normale dai supermercati che hanno visto terminare in breve tempo pile di acqua minerale.

Alle 13, all’Esselunga di via Cena, i beni di prima necessità come pasta, legumi, sugo e pane sono terminati – riferisce La Stampa che intervista una signora sulla cinquantina impegnata a fare la spesa insieme al marito: “Appena abbiamo saputo le ultime notizie sul virus siamo venuti qui e abbiamo riempito il carrello ma alcuni scaffali erano già vuoti”.

Preso d’assalto anche il sito on-line di Esselunga che è entrato in panne per l’elevata richiesta di ordini e di consegna a domicilio.

“Il peggio deve ancora venire perché iniziano a scarseggiare alcuni prodotti nel nostro magazzino”, ha dichiarato una commessa al quotidiano.

Centri commerciali presi d’assalto, ma anche i piccoli supermercati rionali hanno visto la corsa agli acquisti dovuta alla paura dei milanesi di dover restare a casa per un tempo lungo.

[Link: La Stampa. Immagine e video: Alvise Rigo]

1 commento

  1. Ovviamente non poteva mancare l’eterogeneri dei fini.
    Pensate un attimo al meraviglioso mondo che viviamo, scimmiottando il toyotismo di terza mano: lean production, zero scorte, riduzione dei costi di immobilizzaziine!
    Bene, cosa significa di fronte a quanto narrato in questo e nel precedente pezzo di Carolina Romana? Che per ricostituire gli scaffali (per non dire di rimpolpare i magazzini a zero) sarà necessario attivare una, quantità di logistica e consegne che… levati! Esattamente l’opposto di quello che le ordinanze di chiusura e di divieto vorrebbero ottenere: partirà una quantità di traffico che assomiglierà a una nube di elettroni impazziti!
    Come diceva il mio nipote millenial: accidenti zio, ieri non c’era piu modo di trovare un fattorino just eat per potere fare cena!

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