Vinitaly. 5 consorzi pugliesi chiedono di rinviare tutto al 2021

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Il Vinitaly 2020 è stato rinviato a giugno (dal 14 al 17) per l’emergenza Coronavirus, ma ci sono alcune realtà del vino italiano che mettono in dubbio la loro partecipazione e chiedono di tenere la fiera direttamente nel 2021 saltando quest’anno.

Una richiesta in tal senso è già arrivata dalla FIVi, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

E oggi si aggiungono 5 consorzi di produttori pugliesi che invitano gli organizzatori di Vinitaly a seguire la decisione di Prowein che ha rimandato tutto al 2021.

Ecco la nota.

“Non ci sono le condizioni necessarie per il Vinitaly 2020”

“In questo periodo di evoluzione dello stato di emergenza, ci rendiamo conto di quanto sia necessario presentare un settore unito con degli obiettivi condivisi. Tra di essi la tutela e il rilancio del Made in Italy in generale, e dell’agroalimentare italiano in particolare, rivestono una posizione di primaria importanza. Questi obiettivi vanno perseguiti con azioni ed eventi che abbiano una precisa strategia. 

La manifestazione fieristica di Vinitaly è sicuramente un evento identitario per il vino italiano e ci pare purtroppo che non ci siano le condizioni necessarie per garantire un evento di livello e qualità e risonanza internazionali, come gli standard di Vinitaly stesso ci hanno abituati.

Diversi i motivi tra cui, prima di tutto, la sicurezza a livello sanitario; ma ovviamente su ciò veglieranno le competenti istituzioni. 

Inoltre, per i nostri produttori e per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria doc e docg, il Consorzio di Tutela Vini Dop Salice Salentino, il Consorzio dei Vini Gioia del Colle Doc, il Consorzio per la Tutela dei vini Doc Brindisi e Squinzano e per il Consorzio di Tutela Vini Castel del Monte doc e docg, la partecipazione all’evento veronese rappresenta una decisione d’investimento impegnativa per il budget annuale e non catalizza la necessaria attenzione. 

Abbiamo, infatti, consultato in via informale i principali buyer internazionali che ci hanno espresso disinteresse per un’edizione estiva di Vinitaly. D’altronde, l’anno commerciale è già in corso, le nuove annate vengono presentate in questi giorni, con invio di campioni e listini.

Non appena l’emergenza sarà finita, sarà molto difficile pensare che gli operatori del settore ho.re.ca. italiano possano, dopo mesi di difficoltà legate alla presente emergenza, abbandonare il proprio esercizio ai propri dipendenti per presenziare alla fiera.

Altra perplessità è che si verifichi una partecipazione irrilevante da parte degli eno-passionati in generale. Sarebbe utile seguire l’esempio di Düsseldorf Messe con Prowein e riportare l’evento direttamente all’edizione 2021. 

Proprio per questi motivi auspichiamo che le Istituzioni preposte alla promozione del vino italiano e l’organizzazione di Veronafiere decidano di rilanciare con una strategia chiara l’immagine del nostro amato prodotto, senza disperdere risorse essenziali in iniziative che presentano i suddetti limiti”.

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