Zuppa di Porro o di quando il giornalista Nicola cucina a casa

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Nicola Porro, il conduttore di Quarta Repubblica, contagiato nei giorni scorsi dal coronavirus e in quarantena nella sua casa, ha superato brillantemente l’attacco sferrato dal Covid-19, e lo ha dimostrato in un video sul suo profilo FB dove si cimenta una vera e propria “Zuppa di porro”, vale a dire non la sua consueta rassegna stampa sui maggiori fatti dal giorno, ma armeggiando tra pentole e padelle.

Mi devo cucinare a zuppa da solo

Posted by Nicola Porro on Sunday, 15 March 2020

Nel video amatoriale, girato evidentemente più per infondere ottimismo e dimostrare che dal Covid-19 si può guarire, Porro si appresta a prepararsi un bel minestrone, senza tanti sbattimenti e senza tirarsela da chef de noartri, con tanto di verdure surgelate e brodo confezionato.

Il video inizia con il giornalista che affetta una cipolla nella sua cucina, cipolla “un po’ moscetta”, a pezzi non troppo piccoli, “che tanto nel minestrone non serve”, dopodiché prende “una pentolaccia”, e ci mette olio “come se piovesse”, olio che il Porro produce in proprio.

Dopodichè, da giornalista coscienzioso qual è, Porro si dedica all’attenta lettura delle istruzioni sulla busta di minestrone surgelato, salvo poi non eseguirle e mettersi a fare “un soffittino”, mentre secondo le istruzioni le verdure andavano buttate senza tante cerimonie nell’acqua della pentola. Ma si sa, Porro non è un mero esecutore ma un giornalista dall’inventiva gagliarda.

Tutti i preparativi sono inframmezzati da lodi alla zuppa cuocenda, con Porro sorridente che esclama che “non vedevo l’ora di farmela”, provenendo evidentemente da tristi giorni di brodini e pappette da malato.

Al momento di buttare il brodo confezionato, e non il dado, il nostro però pare avere un attimo di lucidità, quando dice che il suo capolavoro somiglia più a una “maialata” che a un minestrone.

Mentre la maialata cuoce, intanto, Porro si dedica a un accurato lavaggio delle stoviglie di casa, con una spugnetta nuova, altro avvertimento evidente sulle modalità da mettere in campo contro il coronavirus, ovvero quella di curare al massimo pulizia e igiene.

E insieme a questo, arriva anche un altro avvertimento: Porro si mette a trangugiare avidamente un bicchierone d’acqua del rubinetto, dicendo che “nulla è più buono dell’acqua del rubinetto di Roma, io ne vado pazzo: tutti vanno a fare provvista di acqua ma….”

E come dargli torto? Intanto il minestrone, o maialata che dir si voglia, cuoce, e Porro ce ne offre una visuale finale, che commenta con un soddisfatto “Fantastico, peccato che me lo devo mangiare da solo”, essendo i familiari del giornalista lontani da casa per evitare il contagio.

Manca la fase finale, quella in cui si dovrebbe vedere Porro gustare beato il suo capolavoro.

E forse non è un caso.

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