Assalto alla spesa online quasi del tutto bloccata. Glovo ce la fa

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La consegna a domicilio dei cibi che tanto ha diviso circa l’opportunità di continuare a permetterla in tempi di Coronavirus e ha indotto, ad esempio, la Regione Campania a vietarla del tutto sempre per motivi sanitari, si prende la sua rivincita con Glovo.

L’app di consegna a domicilio, attiva in più di 100 comuni italiani può recapitare a domicilio qualunque tipo di oggetto che entri nei contenitori 40x40x30 centimetri dei rider e non pesi più di 9 chili.

Quindi è possibile chiamare il servizio per la spesa anche se di quantità ridotta. E Glovo dall’estate scorsa ha stipulato un accordo con Conad, quindi è possibile farsi recapitare la spesa dai rider che riescono a garantire un servizio di consegna in tempi regolari.

Ciò è dovuto alla contrazione degli ordini di cibo da ristoranti e pizzerie che ha liberato i rider.

L’app suggerisce una spesa piccola e frequente per evitare il sovraccarico del servizio che è una logica diametralmente opposta a quella suggerita dal buon senso a chi si reca a fare la spesa (1 volta alla settimana o anche con tempi più lunghi).

Glovo, nonostante Conad sia tra i supermercati più in difficolta nella consegna a domicilio, come spiega il Corriere, riesce quindi a dare una mano a chi ordina da casa.

L’emergenza Coronavirus ha messo in evidenza la fragilità del sistema di spesa on line ma non per la scarsità di beni alimentari bensì per l’inadeguatezza della logistica di consegna a fronte di un’impennata non prevedibile degli ordini per la consegna a domicilio.

Il riassunto dell’inchiesta del quotidiano evidenzia che:

Esselunga ha contingentato le richieste, a Bologna la consegna è possibile solo a partire dal 3 aprile e a tutti i clienti cui non è possibile la consegna della spesa già ordinata sarà regalato un buono del valore di 30 €.

Il sistema di Carrefour è bloccato nonostante il tentativo di limitare le richieste e la voglia della catena francese di aiutare le persone over 60 con la messa a disposizione gratuita del servizio di consegna a domicilio.

Per la Coop non sono possibili consegne prima del 6 aprile. Coop ha comunque attivato in collaborazione con la Protezione Civile un servizio di consegna gratuita a beneficio di persone non autosufficienti, impossibilitate a uscire di casa o impegnate in servizi di emergenza.

Conad ha dovuto alzare bandiera bianca e al momento non si sa quando potrà riprendere il servizio che già era andato in affanno con consegne ritardate di una settimana.

Pam consegnava solo a Milano, ma anche in questo caso è bloccata la spesa online.

Fermo anche il servizio di Eataly.

Grosse difficoltà anche per Amazon Prime Now che consegna a Milano, Roma e Torino in modalità contactless senza che i fattorini entrino quindi in contatto con il cliente.

Fermo anche Supermercato 24 che ha registrato un boom di inscritti al servizio.

Particolarmente utile per chi si reca al supermercato a fare la spesa, il sito filaindiana.it che segnala i tempi medi di attesa. Ma funziona solo in Lombardia.