Coronavirus. L’Italia si ferma quasi del tutto. Supermercati aperti

I supermercati restano aperti. "Non c'è ragione di fare code", spiega Giuseppe Conte in diretta Facebook. Ecco il video

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I numeri del Coronavirus, i nuovi contagi e i decessi, spaventano sempre di più e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia a tardissima serata un decreto con misure ancora più restrittive.

Che saranno in vigore almeno fino al 3 aprile.

“Siamo di fronte alla più grave crisi che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova”, annuncia, e per far fronte “Chiuderemo tutte le attività produttive non cruciali. Ma resteranno aperti supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie. Saranno garantiti i servizi essenziali: bancari, postali, assicurativi e finanziari”.

In diretta da Palazzo Chigi

Posted by Giuseppe Conte on Saturday, 21 March 2020

Il motore del Paese deve essere messo al minimo per limitare al massimo le possibilità di contagio. L’unica arma di difesa è l’isolamento, la distanza sociale come cura collettiva.

Quell’invito a restare a casa, che non è stato pienamente accolto, salva l’essenziale e i generi alimentari.

Conte chiarisce che nella lista delle attività considerate essenziali ci sono agricoltura, pesca, industria alimentare e delle bevande. Oltre alle edicole, i servizi della comunicazione, bancari, postali, assicurativi e finanziari.

La lista sarà diramata, ma il Presidente del Consiglio dei Ministri sottolinea che non è necessario fare code per la spesa.

“Invito tutti a mantenere la massima calma”, specifica per evitare un nuovo assalto ai supermercati. Non c’è alcun allarme alimentare, ma solo la necessità di mantenersi a distanza l’uno dall’altro per provare a invertire questa maledetta curva, a superare il picco che nella ridda delle ipotesi enunciate dagli esperti sui modelli – cassati da Walter Ricciardi perché si naviga a vista durante la trasmissione Petrolio – l’esperto di big data Davide Tosi fissa al 31 marzo.

Una speranza di quarantena che si allunga di altri 12 giorni, fino a quel 3 aprile in cui era prevista la riapertura delle scuole che diventano la cartina al tornasole della salute di una nazione che ancora non vede la luce in fondo al tunnel.

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