Coronavirus. Le consegne a domicilio del cibo sono consentite dal nuovo decreto

Tempo di lettura: 2 minuti

Il nuovo decreto anti Coronavirus del 22 marzo 2020 che limita al massimo le attività produttive ha creato più di un dubbio sulla possibilità di continuare a svolgere attività di consegne a domicilio (food delivery).

È possibile continuare a farlo fino al 3 aprile (tranne in caso di ordinanze specifiche di Regioni o Comuni in materia di Sanità pubblica come in Campania e in Sicilia).

Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

E’ sospesa l’apertura al pubblico dell’attività di ristorazione (ricompresi nel codice ateco 56) MA RESTA SALVA LA POSSIBILITÀ DI EFFETTUARE CONSEGNE A DOMICILIO.

Via libera dunque al food delivery di pizzerie e ristoranti che si sono attrezzati rispettando tutte le regole di prevenzione.

Le attività che restano aperte

Particolare attenzione va dedicata al rispetto della distanza interpersonale di 1 metro nelle attività di preparazione in cucina, all’adozione di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), alla sanificazione degli ambienti e dei contenitori di trasporto, alle modalità di consegna ai rider e da questi ai clienti con una metodologia contactless.

Il decreto firmato ieri pomeriggio dal Presidente del Consiglio conferma le nostre previsioni: il servizio di consegna a domicilio dei pasti provenienti dai ristoranti è consentito e prosegue regolarmente. Un aiuto per milioni di persone costrette in casa, in particolare per i più anziani che possono continuare a farsi consegnare cibi preparati nei loro ristoranti di fiducia”. Così Fipe, Federazione italiana dei Pubblici esercizi, in merito alle ultime misure prese dal governo per contenere il Covid – 19.

“Come abbiamo sottolineato sin dal primo giorno – prosegue Fipe – è tuttavia indispensabile che questo servizio venga svolto nel pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza sia per i lavoratori coinvolti che per i consumatori”.

Questo il quadro

3 Commenti

  1. Buongiorno, potrebbe indicarmi i punti nel nuovo decreto 22 marzo in cui si evince chiaramente la possibilità di effettuare le consegne a domicilio.
    Grazie mille per la disponibilità.

  2. Salve. Posso io persona non dipendente del ristorante, ma parente, improvisarmi raider x consegne a domicilio, e se si, posso farlo anche fuori comune?? Grazie.

  3. Buongiorno. Fare il rider x il giorno di Pasqua, non rientra nei casi come aiuto ad anziani e persone che non possono muovere da casa, sebbene non sia dipendente del ristorante? La ringrazio. Buongiorno.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui