Quando finirà l’emergenza Coronavirus e la quarantena.

Quando potranno riaprire ristoranti, pizzerie, bar?

È la domanda che corre di più sul web insieme ai tentativi di previsione, del come saremo dopo l’emergenza, se la ristorazione tornerà a funzionare come prima o con quali limiti.

Prova a dare una risposta una tabella elaborata dall’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), un centro di ricerca universitaria di Roma sostenuto dalla Banca d’Italia ma del tutto indipendente.

La vedete qui sotto.

La tabella che dice quando i contagi sono a zero

È un lavoro di ricerca in aggiornamento che descrive le proiezioni attendibili sulla data in cui l’Italia arriverà a quota zero dei nuovi contagi.

L’osservazione parte dai dati forniti ogni giorno alle ore 18 dalla Protezione Civile e viene effettuata stimando le variazioni e l’evoluzione nel tempo.

Il limite temporale più avanzato riguarda in questo momento la Toscana con una previsione compresa tra il 5 e il 16 maggio.

In tabella c’è la previsione più ottimistica che differisce da quella pessimistica per effetto dei metodi di calcolo.

Si va al 5 maggio se si prendono in considerazione i valori mediani mentre si arriva al 16 maggio utilizzando anche gli eventuali valori estremi e fuori dalla norma.

Alcune regioni potrebbero quindi uscire dall’emergenza più restrittiva prima di altre. È il caso del Trentino Alto Adige che potrebbe vedere la luce il 6 aprile seguita dalla Basilicata il giorno dopo, dalla Basilicata l’8 aprile, dalla Puglia il 9 aprile.

Prima di farsi prendere dall’entusiasmo, oltre a raccomandare di restare chiusi in casa fino a quando non sarà consentito uscire da un nuovo decreto del Governo, va sottolineato che i dati sono soggetti a revisioni, anche molto forti, di giorno in giorno.

Non sono quindi le previsioni meteo che al massimo richiedono di portare con sé comunque l’ombrello per una pioggia imprevista.

Ma lo studio di Franco Peracchi è un’utile bussola che aiuta a navigare nel tempo e a programmare la propria attività restando a casa. Su questo non si transige.

L’approfondimento è sul Corriere della Sera.

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