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Se potessi azzeccare il futuro dei ristoranti e delle pizzerie senza avere la palla di cristallo, diventerei l’uomo più ricco della terra.

Altro che 600 € degli autonomi, reddito di cittadinanza ampliato o fondi non perduti di 25 mila euro.

Un amico mi ha mandato ieri la foto di come potrebbe essere un tavolo dell’onesta trattoria Il Parlatorio 2020, aperta per fronteggiare il rischio Coronavirus e incassare tanti soldi che nemmeno nell’era ante COVID-19 un oste avrebbe potuto sperare.

Eh sì, perché ormai nessuno scommette sulla riapertura prima del 18 giugno, altro che 18 maggio qui ipotizzato, anche se tutti vorrebbero aprire dopodomani perché se non ci ammazza il virus, ci ammazza la fame.

Non ci sono più soldi, anche se tutti avevano e hanno il cellulare, pardon, lo smartphone da più di 1.000 € e vanno in giro con il SUV multimila euro che ha ridotto la sua capacità di trasporto a due sole persone, manco fosse una Smart, ma solo in caso di necessità. E meno male che c’è il cagnolino altrimenti nemmeno la passeggiata sottocasa si poteva fare.

Ma procediamo con ordine in questa terra che è proprio come quella della Pizza di Mezzo, immaginaria quanto immaginifica e nemmeno immaginabile per i cultori delle serie disaster.

Per andare al ristorante ci vogliono misure per prevenire il contagio.

Quindi il primo strumento di cui tutti dovranno dotarsi è un metro. Da falegname, quelli ripiegabili, per mantenere la giusta distanza. Un metro tra le persone, due per i tavoli.

Indispensabile la boccetta di amuchina da comprare al mercato nero con quotazioni da tartufo nell’annata introvabile. Serve per detergere le mani, ma anche le posate che non si sa mai l’oste abbia utilizzato una soluzione annacquata di alcol scaduto.

Ovviamente non saranno più ammessi i tavoli senza tovaglia che tratterrebbero le particelle inquinanti a seconda del materiale. Via libera solo per il rame forgiato da Efesto in persona. Le tovaglie dovranno essere in gorekaz autopulente e ossigenante per uccidere anche i germi di quelli che prima di mettersi a tavola non andavano in bagno a lavarsi le mani anche se un momento prima avevano trafficato per mettere il bloccapedale o la catena alla motoretta.

pizza metro

Dovremo lasciare:

  • la carta di credito che se ci acchiappa il virus a tavola ci sarebbe lo showdown immediato
  • la carta di identità
  • la dichiarazione dei metri percorsi per spostarsi dall’abitazione al locale
  • l’attestato che la stampante ha il toner
  • la dichiarazione che viene accettato il menu ancor prima divederlo
  • la dichiarazione che i prezzi sono accettati
  • la mascherina usata da conferire nell’apposito bidone

Dovremo:

  • indossare la mascherina del locale con il logo per i selfie autorizzati
  • indossare i guanti chirurgici
  • indossare la tuta anti contagio
  • misurare la febbre
  • stabilire con lo spirometro il raggio di azione dell’improvvido starnuto

E finalmente potremmo sederci al nostro tavolo con divisorio in vetro e interfono per parlare con il commensale.

Ovviamente si potrà mangiare solo carbonara e spaghetti aulivus e chiapparellis.

pannello anti coronavirus

Il separé in vetro sanificato, a taglio termico e autopulente è la vera novità della trattoria con pizzeria Il Parlatoio aperta in piena emergenza nella testa di quanti cercano una soluzione “la qualunque” pur di non affogare.

Con un vetro lucido più di quanto la nostra testa al momento riesca a fare.

Purtroppo.

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