Coronavirus. Tavoli con plexiglas e divisori in spiaggia: è tutto vero!

La NuovaNeon Group 2 è la società che commercializza i divisori per i tavoli al ristorante e in pizzerie e i gabbiotti per la spiaggia

Devo riprendere Il Guardiano del Gusto che con le sue due aperture al tempo del Coronavirus del Parlatorio, ristopizzeria modello Regina Coeli, e del Reclusorio, modello di spiaggia Fregene con separé, aveva pensato a un gigantesco fake.

Ma voi andreste a mangiare in una pizzeria o in un ristorante che prevedesse alla riapertura in fase 2 o 2,5 oppure 3 un plexiglas modello appunto parlatorio per diminuire le distanze interpersonali e metterci al sicuro dal contagio dello stranaledetto virus?

Oppure vi immaginate fighissime con il bikini all’ultimo grido splamate sulla spiaggia di Capocotta belle recintate in un gabbiotto di plexiglas mentre vi abbronzate come se foste dietro a uno schermo televisivo? (Oddio, devo riformulare la frase perché che c’è di meglio che mettere bene in mostra l’abbronzatura hard che vi procureranno le lastre?)

Non so, io ho dei dubbi, ma devo tirare le orecchie al Guardiano.

Perché è tutto vero! I sistemi anti Coronavirus per ristoranti e spiagge esistono!

La società NuovaNeon Group 2 di Serramazzoni, vicino Modena, esiste per davvero (ecco il link) e ha effettivamente pensato ad alcune soluzioni.

“Non è assolutamente un fake, noi non facciamo solo espositori facciamo qualsiasi cosa quando si tratta di plastica, impianti elettrici insegne luminose e tante altre cose …..siamo in più di 80 dipendenti abbiamo vari settori”, hanno spiegato al capo che aveva dato il via libera alla faccenda fake perché ricordava di una Nuova Neon attiva nel settore degli espositori per piastrelle in ceramica.

Quindi, dico a voi, chef, ristoratori, pizzaioli, ma anche baristi – perché c’è anche il modello bar – prendete in considerazione questi oggetti che un po’ sanno di cilicio ma forse potrebbero evitare di mettere i tavoli a distanze siderali abbassando la capienza dei locali al di sotto della sostenibilità economica.

tavoli divisione coronavirus nuova neon

Io sono indecisa se andarci in un ristorante così addobbato, ma passata la prima paura e rassicurata sulla capacità di protezione di questi divisori, perché no.

Lato mare, invece, leggo che Mauro Vanni presidente della cooperativa bagnini Rimini Sud ha rimandato al mittente l’idea: «Con questi plexiglass avremmo problemi di disidratazione piuttosto che di coronavirus».

Ancora più duro l presidente regionale del sindacato degli operatori balneari Simone Battiston: «Questa è pura follia. Se una persona vuole andare in carcere fa una rapina piuttosto che venire al mare in uno di quei box. È vero — precisa — che l’unica possibilità che abbiamo per poter aprire questa estate è quella di garantire il distanziamento fra gli ombrelloni, così come tra i tavoli nei ristoranti, riorganizzando gli spazi e le aree in questa direzione, ma, attenzione, pensiamo bene a come farlo».

Ok, andiamo su fase riapertura e mi raccomando Stefano Callegari, piazza questi divisori sui tavoli del Trapizzino di Ponte Milvio. Io ci sto, basta che mi ridai il mio picchiapò.

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