Coronavirus. Abruzzo, consentiti asporto e vendita di pasta fresca

Una boccata d'ossigeno per le attività di ristorazione in Abruzzo che dà il via libera al take away di cibi pronti e specialità regionali

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La nuova frontiera della ristorazione, dopo il delivery che crea costi e problemi di logistica, è l’asporto.

In Abruzzo il Presidente della Regione ha firmato l’ordinanza che consente l’asporto e la produzione e commercializzazione della pasta fresca.

La regione si aggiunge quindi alla Toscana che ha dato il via libera all’asporto.

Poche norme da seguire a differenza di quanto accade in Campania con le consegne a domicilio.

L’ordinanza avrà valore da oggi e fino al 3 maggio 2020, anche nei giorni festivi.

“In questo modo gli utenti potranno recarsi direttamente presso ristoranti e pizzerie, rispettando ovviamente tutte le prescrizioni di legge in tema di sicurezza della salute pubblica, per ritirare quanto scelto dal menù. Un’attività che integra la consegna a domicilio già praticata da settimane dalle attività di ristorazione e pizzerie del territorio. Così facendo si dà un po’ di respiro ad una categoria in sofferenza nelle more di una riapertura vera e propria dei locali che non avverrà prima della metà di maggio”, ha commentato Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti.

Ecco il testo dell’ordinanza.

  • la vendita di cibo da asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e da parte delle attività artigiane. La vendita per asporto è effettuata previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamenti, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta,
    assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce, fermo restando l’osservanza delle misure di cui all’Allegato 5 del DPCM 10.04.2020; resta sospesa per i predetti esercizi ogni forma di consumo sul posto;
  • l’attività di produzione e commercializzazione di pasta fresca con orario dalle 9.00 alle 14.00; la vendita è effettuata garantendo che gli ingressi per l’acquisto dei prodotti siano dilazionati al fine di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, fermo restando l’osservanza delle misure di cui all’Allegato 5 del DPCM 10.04.2020;

In entrambi i casi restano valide le misure previste dal Dpcm del 10 aprile e, comunque, “resta sospesa per i predetti esercizi ogni forma di consumo sul posto”.

Ulteriori disposizioni sono previste per alcuni comuni

Il giorno 28 aprile 2020 nella Città di Spoltore possono rimanere aperte le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, di cui all’allegato 1 del DPCM 10 aprile 2020, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali;

Il giorno 2 maggio 2020 nella Città di Pescina e nel Comune di Pratola Peligna possono rimanere aperte le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, di cui all’allegato 1 del DPCM 10 aprile 2020, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali;

Le specifiche misure restrittive previste dall’Ordinanza n.31 del 9 aprile 2020 per i territori dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore hanno efficacia fino al 3 maggio.

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