I tavoli sui marciapiedi e senza tasse aiutano la ristorazione

Bar, pizzerie e ristoranti a Milano non pagheranno l’occupazione del suolo pubblico per tavoli, sedie, ombrelloni e dehors. Esempio da seguire

La Giunta del Comune di Milano ha approvato una serie di misure per la riapertura dei ristoranti e dei locali cittadini: anzitutto, la possibilità di avere dehors e tavolini sui marciapiedi. Norme che saranno decisive per la ripresa delle attività di ristorazione e della vita comune. 

Sono misure d’emergenza, ma quello dell’amministrazione comunale guidata da Beppe Sala è un provvedimento significativo e concreto.

Possiamo dire che indica una strada percorribile facilmente anche in altre realtà di altre città.

Tavoli all’aperto e divisori all’interno dei locali sono le due strade più facili da percorrere, almeno stando alle notizie poco rassicuranti sulle nuove norme che potrebbero essere varate in vista della riapertura di bar, ristoranti e pizzerie il 1° giugno.

Vediamo cosa è stato stabilito a Milano.

Via libera a tavolini, ombrelloni e pedane

dehors Acciaroli

Bar e ristoranti a Milano «non pagheranno l’occupazione del suolo pubblico per tavolini, ombrelloni, la pedana se serve, tutte le strutture mobili leggere.» Lo ha detto l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran subito dopo l’approvazione del provvedimento. «I tavolini oggi si possono mettere solo davanti al proprio bar e ristorante. Ma potranno stare anche togliendo i posteggi davanti, si potrà andare anche un po’ più distante. Se il vicino di attività non è contrario si possono mettere lì. Se c’è uno spiazzo pedonale o una piazza si possono mettere lì, o un giardino. Se c’è da chiudere una strada a una certa ora perché la sera bisogna mettere più tavolini si può fare. Il Comune si impegna ad autorizzare poi la posa dei tavolini entro 15 giorni dalla domanda. Questo taglia di molto i tempi, oggi di media ci vogliono due mesi quando si è fortunati».  

«Da un lato sosteniamo le attività in difficoltà, dall’altro miglioriamo la qualità dello spazio pubblico nei quartieri offrendo servizi ai cittadini», ha sottolineato Maran.

L’Assessore alle Attività produttive e Commercio, Cristina Tajani, ha sottolineato che le linee guida appena approvate «dimostrano come l’Amministrazione sia vicina alle problematiche e alle difficoltà che sta vivendo uno dei settori strategici per l’economia della città e del Paese. I tempi ridotti delle autorizzazioni vogliono essere un incentivo e un sostegno alla ripresa immediata delle attività, per un avvio nella piena sicurezza per operatori e i clienti».

La comunicazione del Comune

starbucks milano centrale dehors

Leggiamo sul sito del Comune: «Vengono così momentaneamente sospese le norme relative al processo autorizzatorio di suolo pubblico per la posa di tavolini, ombrelloni, pedane e strutture, connessi all’esercizio dell’attività di somministrazione di cibi e bevande in bar, ristoranti, locali di intrattenimento e di altre attività commerciali, allo scopo di incrementare i relativi spazi di occupazione nel rispetto dei distanziamenti e contingentamenti previsti dalle attuali normative. 

Per quanto riguarda le richieste di occupazione suolo, che sarà concessa su aree a verde, marciapiedi e aree in cui comunque dovrà essere garantita la circolazione dei veicoli, dei mezzi soccorso e dei pedoni, sarà adottata una procedura semplificata che prevede un tempo massimo di autorizzazione di 15 giorni. Una volta installate le strutture temporanee, saranno attivati monitoraggi e controlli da parte degli uffici competenti e saranno convocate specifiche Conferenze di Servizi che vedano la partecipazione dei Municipi. 

Restano ferme e inderogabili tutte le disposizioni vigenti in ambito di sicurezza e l’incolumità pubblica, sia afferenti la sicurezza stradale sia l’ordine pubblico.»

Le scuse di Maran ai ristoratori

Ricordate le polemiche per le multe inflitte ai ristoratori che manifestavano all’Arco ella Pace?L’assessore Maran aveva commentato: «Se uno decide di fare un assembramento ha fatto una scelta e ne paga le conseguenze». 

Frase infelice, anche se formalmente corretta.

«Credo di aver detto una cosa sbagliata» ha ammesso durante la diretta Facebook. «Mi scuso con i sanzionati sperando che venga tolta loro la multa e con chi si è sentito offeso. Stiamo lavorando senza sosta per attenuare i disagi che avrà questa categoria, che saranno enormi. Essendo preoccupatissimo per gli assembramenti, avevo detto che è normale che quando ci sono si venga multati. Inizio questa diretta riconoscendo il mio errore. Tra l’altro poi il sindaco Sala ha portato gli organizzatori della protesta in Prefettura e speriamo che quelle multe vengano tolte, perché il problema è evitare assembramenti, non multare».

Peraltro le sanzioni sono comminate dalla Polizia di Stato, per cui ogni decisione spetta ora al ministero dell’Interno.

[Link: Comune di Milano; Corriere della Sera]

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