Torino. Quattro nuove aree pedonali per una movida anti contagio

Tavolini invece di auto in piazza Vittorio (lungo Po Cadorna e via Matteo Pescatore), ponte Rossini, San Salvario e piazza Santa Giulia

La movida rialza la testa, dopo  la fase più acuta della pandemia da coronavirus, creando assembramenti di giovani nelle vie della città? 

E allora la soluzione, lungi dall’essere quella di richiedere ai cultori dello Spritz serale e notturno di pazientare ancora qualche tempo e osservare prudenzialmente vetuste raccomandazioni come distanza sociale e mascherine, non può essere che una sola: permettere ai fan della movida di ritrovarsi, sì, ma in spazi più estesi e aperti rispetto a quelli degli ordinari déhors, in modo da contenere eventuali recrudescenze di virus sconosciuti che, non si sa mai, potrebbero anch’essi rialzare la testa e riprendere a scorrere indisturbati e letali tra fiumi di aperitivi arancioni e vagonate di tapas e tartine. 

Già, ma dove trovare lo spazio necessario per distanziare giovani festanti e tavolini ricolmi? Semplice, basta toglierlo alle auto. O meglio, alla circolazione delle auto.

La movida ordinata

Questa è la soluzione trovata dall’amministrazione torinese, che viste le situazioni verificatesi nei passati week-end in cui orde di giovani festanti si sono riversate nei locali cittadini incuranti di virus e pandemie, ha pensato di correre ai ripari istituendo apposite aree pedonali anti-assembramento, chiudendo le vie alla circolazione automobilistica per riempirle di tavolini. L’obiettivo professato dal Comune è sì quello di diradare la movida ma anche di venire incontro alle difficoltà sopportate dai gestori dei molti locali cittadini che, dopo tre mesi di lockdown, hanno portato gli esercenti a una situazione drammatica.

“Stiamo lavorando in collaborazione con commercianti e circoscrizioni perché non vogliamo penalizzare i residenti, ma vogliamo anche cercare di ascoltare le esigenze dei gestori in questa fase difficile”, dice  Alberto Sacco, assessore al Commercio della città di Torino, che ha illustrato la situazione in seguito ad un incontro con le associazioni di categoria,  titolari di locali e forze dell’ordine, come riportato da Repubblica.

Le zone pro-movida e bandite alle auto, nella prima fase iniziale, saranno almeno quattro, e comprenderanno ovviamente il quartiere di San Salvario, da anni cuore della movida torinese dopo che la stessa era stata sfrattata o deviata da altre zone della città come Murazzi e Quadrilatero romano.

San Salvario e il distretto del cibo

“Le pedonalizzazioni di San Salvario possono essere la prima sperimentazione di quel distretto del cibo che da tempo sogniamo diventino le vie attorno a largo Saluzzo. Lo spazio tolto alle auto non sarà lasciato agli assembramenti ma dedicato ai tavolini dei tanti ristoranti di qualità che già animano il quartiere”, continua Sacco.

Un piano che per essere attuato ha bisogno del benestare del prefetto, Claudio Palomba, che dovrebbe arrivare nella giornata di domani, mercoledì 3 giugno, dopo aver sentito il parere della Viabilità del Comune e della polizia municipale perché “con le isole pedonali non si devono creare disagi e caos a causa del traffico di auto generato”, continua Sacco.

Un ripensamento alla viabilità cittadina non scevro da difficoltà, in quanto “la pedonalizzazione a ore è complicata e deve fare i conti con parcheggi e viabilità mentre aree predisposte possono aiutare per contingentare gli ingressi”, dice Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8 (quella in cui ricade il quartiere di San Salvario), ma che trova l’ovvio consenso di Confesercenti: “È riduttivo ragionare solo in termini di movida: le pedonalizzazioni vanno pensate per essere funzionali a tutto il commercio”, ha affermato Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti.

Le quattro nuove aree pedonali della movida

Intanto, per iniziare, le aree pedonali pro-movida dovrebbero essere quattro: 

  • la zona del lungo Po nei pressi di piazza Vittorio (lungo Po Cadorna e via Matteo Pescatore)
  • la zona nei pressi di ponte Rossini, a ridosso della Dora
  • San Salvario
  • piazza Santa Giulia, in zona Vanchiglia, altro punto nevralgico della città.

Un progetto, quello delle isole pedonali, che verrà attuato nonostante nell’ultimo fine settimana le cose siano andate meglio a Torino, in termini di assembramento, come constatato del prefetto stesso che è andato di persona a controllare la situazione  in diverse zone calde della città: “In generale possiamo dire che è andata meglio della volta scorsa: abbiamo organizzato spazi più ampi per mantenere le distanze e il controllo a piedi delle forze dell’ordine fino alle 2 di notte è servito”.

Tra le disposizioni in cantiere c’è anche quella relativa all’orario servizio di asporto, che ora termina alle ore 19, che potrebbe essere allungato nelle aree dove c’è minore disponibilità di spazi per far allargare i locali all’aperto. 

Insomma, buone notizie per i fan della movida, che dalla brutta esperienza della pandemia saranno riusciti comunque a trarre vantaggio con l’assegnazione di aree a loro dedicate e libere dalla circolazione di auto.

Con buona pace, oltre che degli automobilisti, anche dei residenti delle zone interessate, che potranno godersi fino a notte fonda gli allegri schiamazzi dei giovani festanti proprio sotto le loro finestre.

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