Covid 19: i supermercati che hanno guadagnato e quelli che hanno persoTempo di lettura: 2 min

Il Coronavirus ha fatto aumentare i fatturati di Grande Distribuzione e supermercati. Ma non di tutti allo stesso modo, ecco le insegne che hanno fatto meglio e quelle che hanno perso quote di mercato

L’emergenza Coronavirus ha fatto aumentare i fatturati di Grande Distribuzione ma non per tutti nello stesso modo. Alcuni supermercati hanno i guadagnato altri hanno perso. Per tutti adeguarsi è stata la parola d’ordine anche a costo di cambiamenti radicali.

Covid 19: i supermercati che hanno guadagnato e perso

Dall’inizio del lockdown i supermercati sono stati condizionati da nuove regole, nuove abitudini, in qualche caso veri assedi. Oltre a un’esplosione della domanda per l’e-commerce. Trasporti, logistica e forniture sono stati messi a dura prova ma neanche il Covid 19 è riuscito a cambiare le tendenze in atto dal 2019: tempi sempre più accorciati per fare la spesa, vendite online che continuano a crescere, come i ricavi di discount e superstore.

A cambiare durante la pandemia sono stati i fatturati della grande distribuzione, aumentati sensibilmente per la chiusura di tutte le attività del canale Horeca (hotel, ristoranti, caffetterie) e per il manifestarsi di atteggiamenti di accumulazione da parte dei consumatori. Secondo gli esperti di Nielsen Connect, in Italia la GDO chiuderà il primo semestre 2020 con circa il +7% delle vendite.

Le quote di mercato dei supermercati italiani nel 2019

Queste sono le quote di mercato delle principali catene di supermercati a dicembre 2019 con accanto il delta tra primo semestre secondo semestre in base ai calcoli (parecchio complicati) di GNLC Nielsen:

  1. Conad 13,82 | +0,52
  2. Coop 12,96 | – 0,43
  3. Selex 10,06 | Selex + 0,07
  4. Esselunga 8,89 | -0,01
  5. Vegè 7,04 | + 1,59
  6. Eurospin 6,28 | -0,02
  7. Carrefour 5,66 | + 0,69
  8. Lidl 4,26 | + 0,21
  9. Sun 3,08 | + 0,19
  10. Agorà 3,03
  11. MD 3,01 | + 0,08
  12. Margherita 2,82 | (Conad ex Auchan)
  13. Pam 2,77 | -0,04
  14. Crai 2,39 | + 0,04
  15. Aspiag 2,35 | – 0,01

Molto bene hanno fatto i piccoli punti vendita del libero servizio, i discount e i supermercati veri e propri, mentre sono risultati in flessione contenuta gli empori. Male invece gli ipermercati, che già arrivavano da una crisi strutturale. Per certi versi incredibili, i risultati del canale online, tradizionalmente poco fortunato in Italia, con incrementi tra febbraio e maggio di oltre il 170%. E l’e-commerce sta continuando la corsa.

Cos’abbiamo comprato durante la pandemia di Covid 19

Anche lo scontrino medio è aumentato ma la frequenza con cui facciamo la spesa nei supermercati si è ridotta. Se è vero che con il Covid 19 i supermercati hanno guadagnato e perso, a unirli tutti sono stati gli articoli più acquistati nel pieno della pandemia: guanti, alcol denaturato, farine e lieviti, agrumi, salviette, pizze confezionate, strutto e ingredienti per pasticceria, pane da cuocere, preparati per dessert, camomilla, fagioli in scatola e legumi secchi, saponi e candeggina, carni in scatola, piselli conservati e passata di pomodoro.

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