E se riscaldare i dehors di bar e ristoranti venisse vietato anche in Italia?

Niente più riscaldamento fuori dai locali: la Francia mette al bando i “funghi” per motivi ambientali

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Se al ministero dell’Ambiente italiano decidessero di mettere al bando le stufe che in inverno riscaldano i dehors, come la prenderebbero i titolari di bar, caffè e ristoranti?

Succede in Francia, dove il ministro dell’Ecologia Barbara Pompili ha definito i cosiddetti “funghi” che riscaldano l’esterno di bistrot e ristoranti “un’aberrazione ecologica”.

Il Pacchetto di misure ambientali annunciato dal governo francese, che entrerà in vigore nel 2021 per non pesare ulteriormente sugli esercizi pubblici già messi in ginocchio dal COVID-19, prevede lo stop per il riscaldamento fuori dai locali.

Non basta. Un’altro intervento del pacchetto ambientale rivolto al settore della ristorazione, prevede l’obbligo per gli esercizi pubblici riscaldati o climatizzati di tenere le porte chiuse. È la soluzione ideata per non sprecare energia.

Come dire che, sono sempre parole della ministra Pompili, “è un errore che i locali in estate ‘climatizzino la strada‘ tenendo aperte le porte, solo per evitare la fatica di aprirle ai clienti“.

La posizione intransigente del governo sui dehors di bar e ristoranti si scontra con i dati raccolti dalle associazioni di categoria, secondo cui, per esempio nella regione di Parigi, ben il 75% degli esercizi pubblici ha uno spazio esterno riscaldato.

Il tema ambientale è particolarmente sentito in Francia. In passato, altre località come Thonon-les-Bains avevano già proibito “i funghi”. Gli amministratori della cittadina in Alta Savoia, hanno puntato sul fatto che 8 ore di riscaldamento di un dehors con un bruciatore a gas inquinano come 350 km percorsi in motocicletta. Altro tema caro agli ambientalisti favorevoli al divieto, a parte il costo sociale dell’inquinamento che ricade su tutta la cittadinanza, è che il riscaldamento dei dehors sarebbe un favore fatto ai fumatori.

Al contrario, fino a oggi, Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, non aveva accettato l’idea sostenendo che i ristoratori avrebbero subito un duro colpo.

1 commento

  1. Senza quelli, in inverno significa ridurre la superficie utilizzabile dai clienti, quindi due opzioni: o lo stesso numero di clienti sta all’interno ammassata (non credo sia l’ideale di questi tempi), oppure i locali riducono la clientela e quindi i guadagni. D’inverno in pochi vogliono stare fuori al freddo, seppur con i giacconi…quella di chiudere le porte d’estate invece mi sembra assolutamente logico.
    Comunque, pian piano si regredisce, giorno dopo giorno.

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