Spreco alimentare in Cina: al ristorante non salgo sulla bilancia, mi spiace

Effetti della campagna "Piatto Pulito" lanciata dal governo cinese per limitare il mostruoso sperpero di cibo dei suoi cittadini

ristorante cinese fa pesare i clienti sprechi alimentari
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Soluzioni contro lo spreco alimentare cercasi in Cina. Perché lo sperpero di cibo è mostruoso (180 milioni di tonnellate l’anno solo nelle città principali, stando a un recente studio del governo). E poi perché i prezzi degli alimentari si sono impennati, spinti dai problemi di COVID e dai dazi imposti da Trump.

Lo spreco alimentare è una vergogna

“Lo spreco è una vergogna, la frugalità un onore”, ha ammonito qualche giorno fa il segretario generale Xi Jingping lanciando la campagna “guang pan” (significato in mandarino “piatto pulito”). L’obiettivo è ripulire la morale alimentare del popolo dalle cattive abitudini, instillando una mentalità antispreco.

Quando parla il gran capo, come al solito, tra i cinesi scatta la corsa ad allinearsi. Lo ha appena fatto un noto ristorante di carne a Changsha, metropoli di 7 milioni di abitanti della Cina centrale, che ha piazzato due bilance all’ingresso. A cosa servono le bilance? A pesare i clienti, ovviamente, che poi segnalano il risultato a un’app, ricevendo in cambio sul telefonino consigli non tanto su cosa ordinare, ma su quanto. 

Alcuni esempi di come funziona l’app. Una donna minuta, il cui peso si aggira sui 40 chili, dovrebbe fermarsi a due piatti. Un uomo che pesa tra i 70 e gli 80 chili non deve superare i tre.

L’iniziativa per compiacere la campagna di Xi non è piaciuta sui social cinesi, il ristorante è stato accusato di “schedare” i propri clienti. I titolari si sono detti dispiaciuti per l’incomprensione: “Volevamo solo sostenere il programma di limitazione degli sprechi, non abbiamo mai costretto i clienti a pesarsi”.

Nel frattempo, l’associazione del catering di WuHan, città che detiene il triste primato della diffusione internazionale del COVID-19, ha inventato la formula N-1. L’intenzione è la stessa: al ristorante si ordina massimo un piatto in meno rispetto al numero dei commensali. In seguito, se è il caso, si aggiunge. Il Quotidiano del Popolo ha inoltre consigliato ai ristoranti di proporre le mezze porzioni e la doggy bag per portare gli avanzi a casa.

1 commento

  1. Se una/o e magra/o non ha di certo vergogna a pesarsi. E chi pesa una quintalata o più, ha poco da fare il misterioso, chi ha gli occhi il suo peso se lo immagina comunque.

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