Roma. Stop Millefoglie Cavalletti: pasticceria chiusa. I romani non ci stanno

A Roma era un’istituzione quel Millefoglie, tanto che, per riaverlo, i romani hanno avviato una raccolta di firme

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Niente più Millefoglie, Cavalletti chiude la pasticceria, i romani sono increduli.

Del Millefoglie di Cavalletti, nella capitale, si sono sempre vociferate le ascendenze regali. Nel senso che la Regina Elisabetta –sì, nientemeno che Sua Maestà– lo avrebbe preteso a Buckingham Palace ogni anno dal 1951. L’anno in cui la pasticceria Cavalletti ha aperto la bottega di via Nemorese, a Roma, diventata nel tempo meta di un inarrestabile pellegrinaggio.

Ricetta e struttura del dolce sono notissimi ai romani. Nonostante l’avvento di giovani pretendenti al titolo, come Andrea De Bellis, pasticciere romano che nella sua bottega di Via del Paradiso gestisce addirittura un “Millefoglie Bar”, dove ognuno può comporre la famosa torta a strati scegliendo gli ingredienti che preferisce, la versione di Cavalletti è rimasta quella di riferimento in città.

Tre possenti piani di torta farcita con la crema chantilly aromatizzata al Marsala.

È molto probabile che la pandemia di COVID-19 abbia mietuto una delle sue prime vittime romane tra i simboli gastronomici della capitale, ma non c’è stato un chiarimento in tal senso da parte degli eredi, che hanno comunque deciso di non continuare.

Affranti, va da sé, i residenti del quartiere Trieste. Volontariamente rassegnati al potere di seduzione del Millefoglie, che ordinavano con ampio anticipo perché una volta sfornato andava a ruba. Ma che ora non intendono rassegnarsi alla chiusura della “loro” pasticceria. Peraltro apprezzatissima ovunque, come testimoniano i tanti hotel e ristoranti romani che ricorrevano ai dolci di Cavalletti per matrimoni, feste e compleanni.

Nel frattempo, il tam tam social per dare una nuova gestione alla pasticceria in modo che possa riaprire, è partito e procede incessante.

Con tanto di petizione e raccolta di firme dei tanti affezionati che si sono nutriti del Millefoglie di Cavalletti per 30 anni, e oggi, ricordando “il signor Cavalletti con i capelli bianchi come lo zucchero” non hanno alcuna intenzione di smettere.

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