Le cinque porte: mangiare bene vicino SalernoTempo di lettura: 3 min

Fisciano. Troppo facile inseguire gli stellati. Se si spendono dai cento euro pro capite in su per un pasto, il minimo è che si debba mangiar bene. Il contrario darebbe materia per una denuncia.
La difficoltà sta nel mangiar bene e in modo non banale a prezzi ragionevoli. Si ha voglia di uscire, si vuole passare una serata fuori, non è detto che per poterselo permettere debba essere necessario impegnare il braccialetto d’oro ricevuto in regalo per la Comunione. E nemmeno farsi avvelenare nel pub sotto casa, hamburger di carne di pantegana e birra acida.
Uno dei modi per evitare rinunce e avvelenamento è andare a “Le cinque porte”, nella piccola frazione di Fisciano (Salerno) che ha nome Penta. Bisogna addentrarsi nei vicoli del centro storico ma, superato il ristorante, dopo due o trecento metri c’è un piazzale dove è possibile parcheggiare.
Bella sala calda e accogliente, ottima musica in sottofondo (un rasserenante Bublè), e una cucina prevalentemente di terra, tendente al rustico ma non aliena dalla modernità.
Il piccolo benvenuto (cavolo gratinato con pane alle alici e provolone) invoglia a continuare. Sarà che siamo arrivati affamati, ma avremmo la pulsione a mandarne giù una cinquantina.
Scegliamo un tris di antipasti (che comprende millefoglie di funghi porcini e patate, casatiello scomposto con sciolta di ricotta salata di bufala e uovo croccante, battuta di bufalo su zabaione caldo alla nocciola e finocchio croccante) e un’insalata di seppie con spinacini, maionese al limone e grana.
Gustosissima la millefoglie, alla quale va la mia preferenza; fresca la battuta di bufalo, prediletta dal mio consorte; qualche perplessità da parte di entrambi sul casatiello, che risulta un po’ confuso, troppo composito. Gradevole l’insalata di seppie, forse un po’ ovvia, ma la materia prima è di qualità, e si sente.

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I due primi, all’arrivo in tavola, spaventano. Le porzioni non sono generose, ma addirittura ingenti, e ci rassegnamo immediatamente a rinunciare al secondo (perlopiù si tratta di carni alla griglia: controfiletto argentino, tagliata di manzo, fiorentina…). In futuro gradirei fare la conoscenza del capicollo di maiale nero casertano cotto in foglie di limone con salsa alle olive.
Cremosi al punto giusto e saporiti gli spaghetti alla carbonara di cipollotto nocerino. Squisita la lasagnetta ripiena di provola e scarola con soffritto di guanciale e peperone crusco. La porzione sarebbe sufficiente per due commensali di normale appetito. Si salta il secondo, si prende un solo dolce. Polpettine di pastiera. Le assaggio appena, non sono una grande fan della pastiera. Ma l’idea è divertente e pure piacevole al gusto.
Nel complesso una cena convincente, che lascia soddisfatti sia il palato che lo stomaco.
Conforta la conclusione, che soddisfa anche la tasca:  25 euro a testa vino incluso (un aglianico di Villa Matilde).
Al pub con gli hamburger di pantegana si paga di più. Consultiamo febbrilmente la ricevuta nel dubbio che ci sia un errore. Non c’è. Il caffè ci è stato offerto e ci è stato praticato uno sconto di due euro del quale non si avvertiva il bisogno.
Riguadagnamo il parcheggio dicendoci che Penta non è poi così lontana da Napoli.
Se proprio devo fare un appunto e dare un suggerimento, eviterei l’aggettivo “croccante” nella descrizione dei piatti. Usarlo è diventato un vizio un po’ noioso. Peccato veniale, comunque.

Le cinque porte.
Via Iannielli 18 – Penta di Fisciano (Salerno). Tel.: +39 089 958 774. www.lecinqueporte.it

[Lisa&Giovanna]

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