Autobar Marenco: chiude l’area di servizio gourmet. Vince l’omologazione

Una delle rarissime aree di servizio indipendenti rimaste in Italia, adorata dai gourmet gli squisiti panini, tra una settimana chiuderà per sempre

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L’autobar Marenco di Carcare Est sull’A6 Torino – Savona, in località Vispa, è un unicum in Italia. Una delle rare aree di sosta indipendenti sopravvissute alla crescita divorante dell’impero Autogrill.

Unico perché è “l’autogrill più bello d’Italia”, a sentire i (tanti) appassionati. E sicuramente uno dei più buoni.

Per il vezzo di preparare quei panini deliziosi. Con le acciughe del Cantabrico e la salsiccia di Bra, ad esempio. Senza dimenticare la focaccia fatta in casa –per i liguri alla ligure, per i piemontesi un po’ più alta– irresistibile come le torte.

E perché dietro al bancone o tra i tavolini all’aperto a servire turisti, agenti di commercio e camionisti, si muovono baristi e camerieri veri. Non semplici dipendenti di un colosso spersonalizzante.

Mettiamoci anche i prezzi. Gli stessi, nonostante tutto, di Autogrill.

Ieri, la famiglia Marenco ha scelto la pagina Facebook per annunciare che tra una settimana, dopo sessant’anni di onorata carriera, l’Autobar chiuderà definitivamente. Questo il messaggio: “Cominciamo a sbaraccare una vita”.

In un altro post i gestori hanno precisato: “Chiudiamo per una gabola da azzeccagarbugli (chi gestisce questo autogrill dovrebbe gestirne anche altri cinque) per diventare un più anonimo Autogrill”.

E poi rivendicato con orgoglio come l’Autobar è riuscito a fare la differenza: “Qui dov’era possibile mangiare panini da gran gourmet, con ingredienti a km zero e con la cura che nemmeno in certi ristoranti si trova, farciti con la frittata, la salsiccia di Bra, i funghi sott’olio di Calizzano, la robiola di Roccaverano”.

Quindi concluso con amarezza: “Insomma, il 15 settembre avremo la riprova che in questo momento storico, fare bene non è premiato né premiante. Che il tanto decantato fattore umano è buono solo negli spot per vendere prodotti in scala“.

Qual è il problema insormontabile che obbliga alla chiusura, nonostante il successo del locale, spesso pieno fino all’inverosimile? La riapertura delle gare per acquisire i permessi, regolate dal principio dell’accorpamento.

Nel nome di una maggiore sostenibilità economica “di più aree in un’unica gara”, la famiglia Marenco per mantenere la gestione dell’autogrill avrebbe dovuto gestirne altri cinque. A queste condizioni partecipare alla gara è stato impossibile.

Nei mesi scorsi, anche la Regione Piemonte e il Comune di Carcare hanno voluto difendere quello che, anche loro, considerano un unicum del territorio. Ma nemmeno la loro mobilitazione ha prodotto l’esito sperato.

Così, l’area di servizio incensata da tutti i gourmet per i meravigliosi panini, arredata con opere di arte contemporanea (altra passione della famiglia Marenco), chiuderà per sempre.

L’omologazione ha vinto.

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