Mozzarella blu il ritorno. Il marchio è Vallelata ma non scateniamo psicosi

I lotti incriminati sono stati ritirati dai supermercati. Chi ha comprato Vallelata controlli il colore ma non è il caso di lanciare allarmi eccessivi

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Non è il caso che si scateni di nuovo la psicosi della mozzarella blu.

Torniamo per un momento al 2014. Il magistrato Raffaele Guariniello chiude con quattro indagati l’inchiesta che ha terremotato l’agroalimentare nazionale. È l’inchiesta per le mozzarelle blu.

Un’indagine che aveva scoperto intere partite di mozzarella sequestrate dal 2010, cioè da quando negli scaffali di un supermercato in provincia di Torino era comparsa la prima mozzarella dalla colorazione anomala.

Allora, la mozzarella blu, prodotta in stabilimenti tedeschi (ma anche italiani) con acque di pozzo contaminate, aveva rivelato la presenza di batteri quali lo pseudomonas, l’enterobacter cloacae e l’escherichia coli.

Un colpo micidiale alla reputazione dell’industria casearia italiana, e una vera psicosi diffusa tra i consumatori italiani.

Mozzarella blu il ritorno

Da qualche giorno sono arrivate nuove segnalazioni di mozzarella blu, sempre di latte vaccino, ma questa volta appartenente a un marchio arcinoto come Vallelata.

La colpa è ancora una volta del batterio protagonista nella vicenda del 2010, lo pseudomonas fluorescens. Che può inocularsi negli alimenti quando il latte o i semilavorati del settore caseario sono contaminati, ma pure per mezzo delle acque impiegate durante alcune fasi delle produzione. Per esempio, la fase del rassodamento della mozzarella, oppure quella della preparazione dei liquidi. Infine c’è la possibilità che a essere contaminati siano i locali in cui le mozzarelle vengono lavorate.

Va comunque precisato che il batterio di cui stiamo parlando non è patogeno per gli uomini. Ciononostante, le mozzarelle colorate da striature blu, non sono compatibili con il consumo umano e vengono pertanto ritirate dai supermercati.

Quali sono i lotti richiamati

Di recente, grazie gli studi congiunti del CNR di Bari e dell’Istituto zoofilattico sperimentale, è stata annunciata la possibilità di inibire il batterio responsabile della colorazione blu senza l’uso di antibiotici.

Evidentemente però ci sono ancora dei problemi. Il sito del Fatto Alimentare ha ricevuto segnalazioni riguardanti due diversi lotti di mozzarelle Vallelata. Segnalazioni che hanno suggerito a Lactalis, proprietaria del marchio, di ritirare dal commercio i lotti coinvolti dalla contaminazione, siglati:

  • L 200241
  • L200245.

Lactalis risponde

La multinazionale francese si è giustificata spiegando che il colore blu è certamente dovuto alla presenza anomala di pseudomonas fluorescens. Il batterio è in grado di alterare numerosi alimenti e, qualora questi vengono lasciati a contatto con l’aria –il vero agente scatenante– possono sviluppare l’insolita colorazione.

Il consiglio per tutti, comunque, è di verificare con attenzione lo stato delle mozzarelle prima di consumarle, in caso la marca acquistata sia Vallelata.

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