La pasta rigata è il pensiero debole per 5 motivi. Ora e sempre pasta liscia

Gli italiani preferiscono la pasta rigata. Ma la vera pasta è solo liscia, ruvida, trafilata in bronzo e fatta con ingredienti di qualità

Tempo di lettura: 4 minuti

Anche saccheggiando i supermercati nelle ore di panico incontrollato pre-lockdown avete preferito la pasta rigata, lasciando sugli scaffali solitari pacchi di penne lisce.

E la rete giù grasse risate.

Perché perfino agli occhi degli italiani arrivati per ultimi la pasta liscia è apparsa una scelta evitabile.

Pasta liscia

Ecco io lo voglio dire: anche se quella liscia non la vuole nessuno, sono stanco di gente che non sa che al nord la pasta si faceva rigata perché era più semplice, e i pastai di quelle latitudini poco esperti.

Quindi, insultatemi (o adottatemi), ma io sono pronto: sto per elencarvi i 5 motivi per cui detesto il fantastico mondo della pasta rigata.

1. La pasta rigata è gravemente imperfetta

insci milano pasta trafilata

Per prima cosa è un controsenso tecnico. Come, perché. Perché le righe in cottura determinano sporgenze che impediscono la cottura.

Per lo meno la cottura uniforme, senza che la superficie assuma la forma gibbosa di un’attraversata del deserto.

2. E non è vero che trattiene più sugo

Pasta pomodoro

Sul tema pasta credete ancora ai sogni o a troppa retorica. Io capisco tutto, ma sapete, vero, che a trattenere il sugo è la crosta dei maccheroni.

Allora, quando a fine cottura saltate allegramente le penne rigate, cosa fanno le righe, cioè la parte più superficiale e, quindi, la più cotta? Si spappolano nel sugo rilasciando amido. E l’amido invade il sugo impastando il piatto.

2b – I rigatoni all’amatriciana sono l’unica eccezione, e in quanto tale confermano la regola. L’amido che si disperde nel sugo rende più gradevole il grasso perché lo emulsiona un po’. Ma solo in ragione del fatto che l‘amatriciana è una salsa palesemente sbilanciata sulla parte grassa.

3. La volete rigata solo per la percezione

Rigatoni

Lo sostiene Gennaro Esposito, chef del ristorante La Torre del Saracino, due stelle Michelin a Vico Equense (NA). Dice il capopopolo della nostra minoranza senza complessi: la pasta è solo liscia, ruvida, trafilata in bronzo e fatta con ingredienti di qualità. Se preferite la rigata è solo per la percezione.

Qui, di solito, Gennarino, cala l’asso della passata di pomodoro. La preferiamo perché i pelati dobbiamo lavorarli. Ma è chiaro che più i pomodori sono integri e più possiamo controllarne la qualità. Al contrario, sulla passata, che controllo abbiamo?

4. La pasta rigata costa di più

Pasta verrigni

Ho da anni il sospetto, molte volte verificato, che siccome siete la maggioranza a snobbare la pasta liscia, questa costi meno. Ma parecchio.

Capisco la ricerca, la passione, i problemi distributivi, ma a mia moglie pastaiola, come giustifico 1 chilo di penne rigate a 9 euro? Sì, lo so, nei supermercati più a modo costano la metà. Ma è proprio lì che la pasta liscia, a patto di riuscire a trovarla, costa metà della metà.

5. Il fanatismo dei sostenitori della pasta rigata

Pasta liscia

Ci date un taglio con questa spocchiosa intransigenza nei confronti di noi minoranza? Non si capisce perché nel gran circo dei gastromaniaci si sia imposto il profilo del super esperto feroce e polemico, alla costante ricerca di affossare chi, come me, esercita pacificamente la vocazione minoritaria. Capisco il voler difendere la nicchia conquistata, ma il disprezzo con cui etichettate chi preferisce la pasta liscia, cioè L’Azione di Calenda dell’arco pastaiolo, è tragicamente staliniano.

Per tutte queste ragioni alla fine lo stellato Gennaro Esposito e io possiamo unirci nello stesso coro gridando che la pasta rigata è l’apice del pensiero debole!. Ora e sempre, pasta liscia.

3 Commenti

  1. “Perché le righe in cottura determinano sporgenze che impediscono la cottura”, forse a livello teorico e al microscopio, a livello pratico non mi pare di notare differenze che mi fanno passare dal dire “che buona” a “che schifo”.
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    “solo in ragione del fatto che l‘amatriciana è una salsa palesemente sbilanciata sulla parte grassa”, specialmente in sud Italia, e specialmente nella patria per eccellenza della pasta, mi pare che con l’olio si abbondi parecchio in molte ricette (l’olio non è grasso?)
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    Discorso prezzi: la pasta che mangio io, sia i formati rigati che quelli lisci, costano uguale.
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    A parte tutto ciò, a me piacciono entrambe, a seconda dei casi e di come mi gira. E non mangio pasta qualsiasi, ma prevalentemente prediligo la Gentile, e a volte anche Cavalieri. Hanno entrambe le tipologie, entrambe eccellenti.
    Alla fine è solo questione di gusti secondo me.

  2. Sono anche io, come l’autore, un fiero sostenitore della pasta liscia. Ma Onestamente non mi ritrovo nella maggior parte delle motivazini, specie quelle tecniche. Ma senza dilungarci, torno al solito punto: il consumatore trova quello che gli mettono sugli scaffali, e non sempre è possibile andare alla ricerca della “chicca” gourmet.
    Per questo ho imarato ad apprezzare la pasta liscia solo quando ha iniziato ad apparire, prima nei negozietti raffinati, poi in qualche settore gourmet della GDO.
    Compare a scaffale, si prova, si apprezza in primis per la bontà; e si finisce semplicemente per passare alla pasta liscia perché “non c’è bisogno delle righe per avere un buon piatto di pasta”.

  3. Sarei curiosa di sapere per quale ragione l’autore ha ritenuto di utilizzare un pacchetto di pasta Verrigni proprio opportunamente posto sotto il claim “la pasta rigata costa di più” dal momento che per quanto ci riguarda siamo assolutamente in linea con i prezzi delle più note paste artigianali italiane e non facciamo alcuna differenza tra pasta liscia e rigata a livello, appunto, di prezzo. Spesso si predilige il formato rigato unicamente perché le aziende devono anche adeguarsi alle richieste dei consumatori che derivano da ragioni talvolta inspiegabili ma non trascurabili. Il nostro ultimo formato di rigatone trafilato in oro è comunque liscio a dimostrazione del fatto che cerchiamo di offrire un assortimento variegato.Detto questo mi permetto di evidenziare che il posizionamento della foto fa passare un messaggio sul nostro prodotto che poco ha a che fare con l’argomentazione dell’articolo.

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