Pandoro tra le cose che fanno hipster. Ma è il cugino povero del panettone

Cose che fanno hipster: parlare, possibilmente con toni estasiati, del pandoro artigianale. Che nel confronto tra dolci di Natale resta però inferiore al panettone

Tempo di lettura: 2 minuti

È in atto un curioso fenomeno: il tentativo di riabilitare il pandoro nella sempiterna guerra con il panettone per il migliore dolce di Natale.

A dire che l’infausto 2020 è l’anno del pandoro –artigianale, badate bene– sono per lo più scribacchini eredi del “faccio cose-vedo gente”. Abituati a mangiare gratis tutte le sere senza spendere un euro.

E cosa dicono questi hipsterici che vivono con l’ossessione di essere out, stizziti dai cult di massa? Che il panettone è troppo mainstream, il vero banco di prova della pasticceria è il pandoro.

Tra i coolhunter pandoristi s’insinua anche qualche pasticciere. In realtà preoccupato solo di allargare u biziniss. Sono gli artisti del “quelli veri siamo noi” che provano a spiazzare dicendo cose molto hipster. “Fare il pandoro artigianale è molto più difficile, ci abbiamo messo anni a perfezionare la ricetta”.

Peccato che solo ieri, quando l’ascesa del panettone riempiva il loro conto in banca, spergiuravano che fosse lui, e non altri, “l’Everest dei lievitati”.

Oggi non più. Quello difficile e costoso (“perché ci vogliono gli stampi in metallo mica la forme di carta“) è il pandoro. E come spiegano questo voltafaccia, specchio specchio delle mie brame, i più eccentrici pasticcieri del reame? Così:

  • Intanto bisogna gestire il lievito madre. Perché nel panettone no?
  • Gli impasti arrivano a tre. Perché nel panettone no?
  • La lievitazione controllata dura 24 ore. Perché nel panettone no?
  • Servono anche tre giorni di lavoro. Perché nel panettone no?

Non siamo digiuni di pandori artigianali. Li abbiamo sperimentati, questi figli di un dio minore. Andava messo alla prova l’imperante pandoro-trend.

Non ci sono piaciuti. Continuiamo a sostenerne l’inferiorità palatale, oltre che culturale. Per almeno 3 ragioni.

  1. Sanno terribilmente di burrino. Come quei biscotti danesi o scozzesi très chic, che solo a snasarli ti fan volare il colesterolo a 600. Non riescono a essere leggeri, gli impasti sono troppo densi, dolci e rigidi.
  2. Aggrumato, lo zucchero a velo già presente nella sommità, è un impiastro gommoso e unticcio pari pari alla colla coccoina. Non te lo levi di dosso neanche se usi la pasta lavamani. Anzi, cola ungendo tutto.
  3. Al primo morso, lo zucchero a velo aggiunto in sovrappiù dopo l’apertura, ti si rovescia addosso con un disgustoso effetto presepe imbiancato, lasciandoti l’alone sugli abiti. Specie se scuri.

Per cui astenetevi dal divulgare il mito modaiolo, o senzadio che dite di preferire il pandoro. Anche artigianale, non è un’opera d’arte concettuale post moderna,  resta il cugino povero del panettone. Che nel clàsico di Natale, come dicono in Spagna prima di una sfida importante, vince a mani basse.

Per cui chi mangia gli empi pandori verrà scomunicato, anche senza flagranza di reato.

3 Commenti

  1. Chi ama il burro non può non amare un buon pandoro. E chi ama il panettone, può anche amare il pandoro, tipo io.
    Il resto sono chiacchiere da marketing, per chi tira acqua al proprio mulino a seconda di come gira il vento.
    Se Massari domani decidesse di puntarci di più e di far partire un trend, vedrete che in un battito di ciglia ci sarebbero schiere di nuovi amanti del pandoro. Ma quelli solo perchè sono delle pecore.

  2. Bernardi favoloso. fa-vo-lo-so!
    No, non per il contenuto (mi permetto di dissentire sul contenuto, ma la cosa è irrilevante, davvero), ma per l’idea e la realizzazione di un articolo destinato a scatenare un succosissimo flame!
    Era dalla preisto… ehm, dalla lite sull’uovo negli gnocchi di patate che non leggevo un pezzo così bene organizzato a forma di gabbia per MMA. Ora mi metto seduto, e con una fetta in mano aspetto l’ingresso dei lottatori 🙂
    P.S. Buone feste, ovviamente!

    • Sono finiti quei tempi, Dissapore ad esempio ha ben pensato di eliminare ogni commento, idem altri, più o meno la direzioni va verso la censura in sempre più siti. Qua per ora si può ancora commentare, ma l’affluenza ormai è scarsa. Quindi pure i dibattiti.

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