Covid: ristoranti e bar aperti o bombe. Fa paura la lettera minatoria a Toti

Le restrizioni del Natale blindato, decise poco prima delle feste, hanno elevato il livello di stress e scoramento, già molto alto

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Sono state evocate le bombe in una lettera ricevuta da Giovanni Toti, sulla mancata apertura durante le feste, causa Covid, di ristoranti e bar.

Il fatto risale alla vigilia di Natale. Giorno in cui nell’ufficio del presidente della Regione Liguria è stata recapitata una lettera anonima. Passata per il centro di smistamento di Genova, la missiva è ora oggetto di indagine da parte della Digos. Si cercano impronte sulla lettera e sulla busta.

Covid: il testo della lettera

Questo è il testo della lettera. “Gentilissimo pres. Giovanni Toti, le consiglio vivamente di tenere aperti i bar e i ristoranti, diversamente faremo disastri. Conosce le bombe?…

Da notare, peraltro, che a decidere le restrizioni per i pubblici esercizi in occasione delle feste non è stata l’amministrazione regionale. Applicate in Liguria come nelle altre regioni italiane, le decisioni sono state prese dal governo centrale.

Il governatore ligure ha commentato la lettera nella sua pagina Facebook. Mostrandosi conciliante verso una categoria molto penalizzata dal Covid 19.

Capiamo l’esasperazione di chi non può lavorare, sfamare la propria famiglia, con risarcimenti spesso tardivi e irrisori”.

La comprensione, tuttavia, non ha escluso una ferma condanna dei toni minatori. “Ma sono inaccettabili i messaggi di minacce che parlano di bombe. Perché fanno sprofondare il nostro Paese in un clima d’odio“.

La vicenda segnala un clima di tensione sociale che rischia di diventare pesante. La causa è soprattutto il deteriorarsi della situazione economica. Si riapre la discussione sulla necessità di un’azione di ristoro più concreta e tempestiva da parte dell’esecutivo.

Gli imprenditori legati al mondo della ristorazione lamentano le restrizioni del Natale blindato, decise poco prima delle feste. Quando invece la prospettiva era di tenere aperti ristoranti, pizzerie e bar. La decisione ha elevato il livello di stress e scoramento già molto alto.

Questo, in sintesi, è stato il commento ai fatti della Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

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