Io Apro: la folle protesta senza regole del ristorante messicano di Milano

Balli, canti, mentre le regole più elementari del distanziamento sociale vengono ignorate. “La pandemia non esiste”

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Io Apro, la protesta di ristoranti e bar, ci ha fatto vedere qualcosa di surreale ieri sera.

Non ha importanza sapere se è stata “disobbedienza gentile”, come richiesto dagli organizzatori, o sfida alle restrizioni imposte a ristoranti, pizzerie e bar dal nuovo Dpcm del governo.

È incredibile quanto successo (e ripreso in un video) all’interno del ristorante etnico La Parilla Mexicana di corso Sempione a Milano. Il confronto di quelle immagini con i dispacci quotidiani dal fronte vittime del Covid mette i brividi.

Mary, titolare del locale, ha aderito all’iniziativa social Io Apro tenendo aperto il locale e servendo la cena malgrado i divieti.

Così, ieri sera, sono arrivati almeno un centinaio di clienti incuranti del rischio contagio e delle possibilissime multe.

Si sono accomodati ai tavoli in un clima eccitato da tequila, nachos e addirittura due ballerini. Il cui spettacolo ha ulteriormente esaltato (e reso meno guardinghi nei confronti del virus) tutti i presenti.

Nel video si vedono molte persone che parlano, brindano, cantano e ballano senza indossare la mascherina.

Perché secondo loro “la pandemia non esiste”. O almeno “non esiste come la raccontano”. Dubitano che i tamponi siano efficaci. Dubbi anche sul numero dei morti.

Ognuno fa un po’ come vuole, alla faccia del diktat, più volte professato dagli organizzatori di Io Apro, di rispettare le regole del distanziamento sociale.

Poi sono intervenute le forze dell’ordine. Le si vede identificare e registrare i dati di tutti i commensali de La parilla mexicana, e appioppare una multa da 400 euro alla proprietaria del ristorante. Che ha promesso di tenere il suo locale aperto anche nei prossimi giorni.

Siamo perfettamente coscienti della situazione in cui versa la maggior parte dei ristoratori italiani. Conosciamo bene anche i limiti dei ristori decisi dal governo, che in molti casi non bastano nemmeno a pagare le bollette.

Ma se dev’essere questa la protesta caldeggiata da giorni sui social, beh, cari ristoratori irriducibili, ve la potevate pure risparmiare.

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