Firenze: fa rumore il fallimento di 7 noti ristoranti tutti degli stessi proprietari

Dal crac per debiti con l’erario delle società che gestivano i 7 locali prende il via un’inchiesta di natura penale

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Sta facendo molto rumore a Firenze “il crollo di un impero della ristorazione”, come lo definiscono quotidiani e siti della città.

Si parla di bancarotta. Più precisamente di una catena di fallimenti per bancarotta che coinvolge le 7 società proprietarie di altrettanti “noti ristoranti“, come si dice in questi casi.

I ristoranti di Firenze sono: James Joyce pub di lungarno Cellini, La Piazza del Vino di via della Torretta, il Povero Pesce in via Calvi, Pallaio di via Chiesa, l’Aviazione di viale Malta, l’ex Le Lance di Fiesole.

Le società che gestivano i locali, dichiarate fallite dal tribunale una dopo l’altra nel mese di marzo, appartenevano a una coppia di imprenditori della ristorazione molto conosciuti nel capoluogo toscano: Simone Mugnaini e Artemio Olianas.

I due ristoratori sono stati sottoposti lo scorso 29 giugno agli arresti domiciliari. L’accusa nei loro confronti è di aver omesso il pagamento dei debiti con l’erario attraverso un sistema di cessioni di rami d’azienda. L’esposizione debitoria nei confronti dello Stato ammonta a circa 4,5 milioni si euro.

Sia Olianas che Mugnaini hanno chiesto il patteggiamento della pena. Olianas a 4 anni anni e 6 mesi di reclusione, mentre Mugnaini a 4 anni.

Sul crac, il pubblico ministero Christine Von Borries e la guardia di finanza hanno ora aperto un’inchiesta di natura penale.

Nel frattempo, alcuni dei 7 ristoranti di Firenze sono rimasti aperti, compatibilmente con le misure anti-Covid del governo. La formula adottata per continuare il lavoro, come nel caso del ristorante Pallaio, è la cessione di azienda. Una scelta dovuta alla notorietà di alcune attività coinvolte.

Ma è sull’amministrazione dei locali che ora si concentreranno le indagini della Fiamme Gialle.

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