Filippo La Mantia: “chiuso il ristorante di Milano, chef Morelli mi ha salvato”

Il cuoco siciliano dice di essere stato “salvato” dal collega Giancarlo Morelli al Bulk, in un interessante esperimento di co-cucina

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È una prima volta assoluta per Filippo La Mantia. Indimenticabile, a suo modo.

Il palermitano che fu chef della buona società romana all’hotel Majestic, e che dal 2014 lo è diventato di quella milanese con il ristorante di Piazza Risorgimento, si ritrova a 60 anni un cuoco senza ristorante.

Nonché un imprenditore indebitato a causa della pandemia, perché proprio il ristorante milanese ha dovuto chiuderlo per sempre. Quasi trentamila euro di affitto mensile erano insostenibili.

Eppure, nell’intervista data al Corriere della Sera, dice di sentirsi “salvato”.

Salvato da chi?

Filippo La Mantia e Giancarlo Morelli: insieme al Bulk di Milano

Bulk Giancarlo Morelli Filippo La Mantia

Da un collega, situazione abbastanza inedita in un ambiente competitivo come quello dei ristoranti di fine-dining.

Il collega, e amico, si chiama Giancarlo Morelli. Chef nonché (fortunato) imprenditore di Bergamo, che si divide professionalmente tra i locali di Milano, Seregno e della Sardegna.

Una delle sue insegne milanesi è Bulk. Nella cucina del ristorante interno all’hotel Viu, che si trova in zona Chinatown, Morelli ha dato spazio a Filippo La Mantia. Queste le condizioni.

Il cuoco siciliano può contare su una zone della grande cucina e sulle attrezzature e, in cambio, paga al collega bergamasco l’energia che consuma. Stop.

Una condizione vantaggiosa, sancita con l’aiuto di avvocati e commercialisti che hanno aiutato a dividere le zone di lavoro. E che ha permesso il ritorno al lavoro di 20 collaboratori di La Mantia, senza interrompere del tutto il rapporto con i suoi clienti. E senza farsi condizionare dalla depressione seguita alla chiusura del suo ristorante.

La reazione c’è stata. L’ex reporter palermitano oggi cucina moltissimo, e i destinatari delle consegne a domicilio fuori Milano si sorprendono sempre quando scoprono che è lui stesso a occuparsi delle consegne.

Giancarlo Morelli: la co-cucina potrebbe essere il futuro

Giancarlo Morelli

Morelli invece, vede nella collaborazione con l’amico, un possibile futuro. Il suo ragionamento è questo. Se funziona il coworking, il modello di lavoro che prevede la condivisione degli spazi di un ambiente lavorativo, può funzionare anche la co-cucina. Anzi, potrebbero essere il futuro.

In effetti, le cucine dei ristoranti condivise, nel senso di spazi per avviare progetti di ristorazione a domicilio in tempi brevi e senza insostenibili spese strutturali, sono al centro dell’attività di alcune startup.

Ma Filippo La Mantia non vuole rinunciare all’idea di riaprire un suo ristorante a Milano. Non subito, ma quando il vaccino contro il Coronavirus avrà fatto tornare tutti a una vita quasi normale, senza mascherine e saluti con i gomiti.

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