Italia zona arancione dal 25 febbraio: ipotesi ristoranti chiusi tre settimane

Tutta Italia in zona arancione è l'ipotesi del presidente della conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini

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Zona arancione in tutta l’Italia da giovedì 25 febbraio. È la nuova data da segnare sul calendario per sapere se la strategia del nuovo Governo Draghi assumerà un colore unico per contrastare il contagio da coronavirus.

In quel giorno scade il divieto di spostamento tra le Regioni e la decisione segnerà la strada per almeno il mese successivo.

L’ipotesi che vede l’Italia intera in zona arancione è stata proposta dal presidente della conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Il sistema a fasce, a zone di diversi colori, ha il suo punto debole nella zona gialla.

La linea del rigore sembra inevitabile perché le misure della zona gialla “servono soltanto al contenimento dei contagi ma non hanno effetto di mitigarli”. Per far scendere la curva dei contagi occorre partire almeno dalla zona arancione. Che vuol dire divieto di spostamento al di fuori del proprio comune di residenza o abitazione e chiusura dei centri commerciali nei fine settimana.

Zona arancione: ristoranti chiusi, si salva l’asporto

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Ma soprattutto chiusura di bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie e pub che non potranno effettuare nemmeno il servizio al tavolo a pranzo.

Resterebbe solo il servizio di asporto e di consegna a domicilio senza possibilità di consumare cibo e bevande nelle vicinanze.

E con le ulteriori derivate relative agli orari.

Dalle 5 alle 18, senza restrizioni per l’asporto che dalle 18 alle 22, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina o commercio al dettaglio di bevande.

Mentre la consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario. Come è possibile, senza limiti di orario, la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti che vi alloggiano.

Sulla stessa linea di Bonaccini si sono posizionati i Governatori della Lombardia e della Toscana, Fontana e Giani. Mentre il Governatore della Liguria e presidente del partito Cambiamo!, Toti, è contrario all’unica zona arancione valida per tutta l’Italia. Proprio per la chiusura di bar e ristoranti.

Preoccupano le varianti inglese, brasiliana e nordafricana che nel combinato con i tagli delle forniture dei vaccini hanno creato una miscela esplosiva per il rialzo dei contagi.

Le regioni che si sono salvate dalla zona arancione, Lazio e Lombardia, guadagnano una domenica di servizio del pranzo. Ma con effetti nella settimana che non fanno sperare al mantenimento della fascia più favorevole.

E il nuovo provvedimento atteso per il 25 febbraio, Dpcm o decreto condiviso con il Parlamento, potrebbe chiudere le attività di ristorazione per tre settimane. Saranno sufficienti per mettere in salvo la Pasqua 2021 dopo gli stop durante le festività che la pandemia ha imposto?

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