catalana aragosta

Versilia: catalana da 1400 €. Denuncia al ristorante per il conto: 2.224 €

In Versilia 1.400 € per una catalana e uno scontrino da 2224 €. I clienti del ristorante sporgono denuncia: ”Il conto giusto era 450 €”

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Sulla catalana che in Versilia costa come uno stipendio, il Tirreno, quotidiano locale, è già al terzo articolo. 

I fatti risalgono al weekend del 2-3 luglio, quando un’allegra combriccola di amici ha consumato la catalana dello scandalo in un beach club alla moda sul mare della Versilia.

Non sono rari i conti gonfiati sul litorale che si allunga tra Forte dei Marmi e Marina di Massa, percorso da una movida sborona, russi compresi (nonostante il conflitto). 

Abbondano i personaggi da copertina con portafoglio generoso e gusto per l’ostentazione. Disposti a scucire per la tenda vista mare in uno stabilimento del Forte, affittata da giugno a settembre, anche 22 mila euro.

1400 euro per una catalana: il caso dell’estate in Versilia

Stabilimento balneare forte dei marmi
Uno stabilimento balneare in Versilia

Ma quando è troppo, è troppo, persino in Versilia, sicché gli amici della comitiva hanno prima pagato il conto da 2. 224 euro, di cui 1.400 di catalana, come da scontrino.

Poi si sono rivolti a un avvocato per denunciare i titolari del prestigioso ristorante. 

Beach club o prestigioso ristorante? Forse tutti e due, vista la frequenza su quel litorale di stabilimenti balneari esclusivi.

Dal Tirreno non sono arrivate precisazioni e, finora, neanche il nome del locale. Questi invece sono sono i 20 migliori ristoranti da Forte a Viareggio secondo noi. 

Oggetto del contendere non sono tanto i prezzi delle singole portate e neanche il conto complessivo.

I clienti, riuniti in Versilia per festeggiare il compleanno di uno degli ospiti, contestano il peso dei crostacei messi nella catalana.

Oltre cinque chili per il ristoratore, meno di un chilo per i clienti.

Cos’è una catalana di pesce?

Catalana di pesce
Una catalana di pesce

Catalana, per chi ha poca dimestichezza con la Versilia o con le coste della Sardegna, è un piattone di pesce abbinato a verdure e, talvolta, alla frutta. Per chi vuole approfondire abbiamo anche la ricetta perfetta

La catalana può essere di aragosta, astici, mazzancolle, gamberi e canocchie, non esiste una versione codificata, le varianti sono tante.

Crostacei bolliti, cotti al vapore, al forno oppure serviti freddi. Poi verdure di stagione, in genere crude e tagliate a julienne. O ancora frutta esotica –avocado e ananas– frutta secca, spezie, perfino yogurt o panna acida. 

Versilia: cosa c’era nella catalana di aragosta

Aragostelle
Le aragostelle sono tipiche della Versilia e della costa sarda

Secondo l’avvocato incaricato dai clienti di portare i titolari del ristorante in tribunale, la catalana che agita la Versilia era così composta.

Quattro aragoste, di neanche un chilo complessivo, servite su due piatti arricchiti da scampi, qualche vongola, frutta e verdura.

A supporto della sua tesi –ovvero la consistenza del pescato non è commisurato al prezzo della catalana– il legale ha allegato un video girato dagli stessi clienti. 

Nel video della cena consumata sul mare della Versilia si vede una catalana composta da cinque aragoste distribuite in tre vassoi. 

Manca la controprova, ma è verosimile che, da viva, ogni aragosta pesasse più di due etti. Anche perché è vietato pescare aragoste più piccole, inferiori cioè ai 26 centimetri di lunghezza dalla punta alla coda.

Dunque è probabile che il peso totale fosse superiore al chilo. Sapere di quanto, tuttavia, non è possibile.

Il costo al chilo di un’aragosta

aragoste
Sul litorale della Versilia il prezzo di un’aragosta per i ristoratori si aggira sui 100 euro

Comunque, tra i villeggianti della Versilia, la polemica dell’estate sulla catalana esageratamente cara si nutre di altri elementi, per esempio: i prezzi erano affissi all’esterno del ristorante? Sembra di no. 

La catalana di aragosta era nel menù del ristorante? Sì, anche secondo la ricostruzione dei clienti.

Ma il prezzo riportato era di 90 euro. Nessuna traccia invece del prezzo al chilo dell’aragosta. Perciò, visto che i piatti serviti sono stati cinque, il prezzo totale per i clienti doveva essere 450 euro, non 1.400.

Fosse andata davvero così, il ristoratore avrebbe potuto comunicare ai clienti il prezzo al chilo dell’aragosta. Forse è mancato questo passaggio nella circostanza del maxi conto.

C’è anche un’altra cosa poco chiara nel caso della catalana in Versilia.

Non tanto il prezzo dell’aragosta, che sul litorale versiliese è alto anche per i ristoratori, circa 100 euro. Ma tra il peso dichiarato dal ristoratore e quello ipotizzato dai clienti, come possono esserci quattro chili di differenza? 

Forse sarebbe stato meglio per il bene della Versilia, e anche della catalana, se questo polverone fosse rimasto in pentola.