All’agriturismo Casa Scaparone ad Alba, nelle Langhe, non c’è la televisione. La scelta di non includere il piccolo schermo nelle 18 camere aperte agli ospiti è intenzionale. Nessuna interferenza. Nessun diversivo. Nessuna distrazione da ciò che accade fuori dalla finestra, dove le colline delle Langhe si rincorrono su un tappeto di rossi accesi dal tiepido sole autunnale.
Casa Scaparone è un borgo di fine Cinquecento trasformato in una realtà che definire agriturismo è riduttivo. Osteria, bed and breakfast, spazio per eventi, workshop e azienda agricola. Tante anime un solo corpo: quello di un’antica cascina che ha riacquistato nuova vita grazie agli attuali proprietari, Alessandra Biglino e il marito Giovanni Battista Cornaglia, scomparso purtroppo dieci anni fa.
Dopo anni trascorsi in Costa D’Avorio, nel 1999 la coppia rientra in Piemonte attirata dalla vita semplice e rurale della campagna. I restauri restituiscono a Casa Scaparone – chiamata così in onore dell’ex proprietario, l’Avvocato Scaparone – un nuovo smalto. Nasce come azienda agricola per poi aprirsi, nel 2002, all’accoglienza e alla ristorazione, forte di un panorama unico che continua ad attirare turisti e autoctoni come api sul miele.
Oggi il progetto è guidato da Alessandra, dai figli Carolina, che si occupa della gestione e organizzazione degli eventi, e Umberto, in cucina, insieme a un gruppo di giovani intraprendenti che ogni giorno si impegnano per mantenere viva quest’oasi immersa nella campagna langarola.
La mente creativa di Casa Scaparone è Umberto, che applica ogni giorno la sua sensibilità estetica, maturata grazie anche agli studi in design della comunicazione e alla passione per la fotografia, ai piatti in carta. Il menù rincorre le stagioni, ma anche la disponibilità dell’orto in loco – più del 60% delle coltivazioni è di origine asiatica – e dei piccoli produttori che riforniscono l’osteria.
Il menu e i prezzi del ristorante di Casa Scaparone

La proposta gastronomica corre su un doppio registro. Da una parte la tradizione con il vitello e nocciole (16 €), la carne cruda (11 €) e la bagna cauda (11 €).
Dall’altra il tentativo, ben riuscito, di attualizzazione: frutta e verdura fermentate (8 €), mosciame di lonza (11 €), ricotta, pesche e basilico (7 €).
Nessun virtuosismo, tecnica pulita, sapori leggibili e tensioni gustative piacevoli fin dal primo morso. Quella di Umberto è una cucina frizzante, giovane come l’età media dei ragazzi che lo affiancano, ma soprattutto autentica e profondamente legata alla terra. Spenderete in media 60 euro (i prezzi sono verificati in loco il 4 ottobre 2026).
Il pranzo a Casa Scaparone si svolge sotto un candido bersò a schermare il tiepido sole di inizio autunno. La prima percezione è quella di sedersi alla tavola dei nonni, tra tavoli in legno e piatti sbeccati dal tempo.
Come si mangia a Casa Scaparone

Un aperitivo scoppiettante apre il percorso. Al cocktail di fragole dell’orto e ginger beer si accompagnano grissini artigianali, popcorn con burro d’Alta Langa e nocciole in sabbiatura.

Negli antipasti si sente l’eco della tradizione, che si fa via via più complessa e giocosa. Il vitello tonnato cotto a bassa temperatura (13 €) è guarnito con uno zabaione salato, ottenuto con grasso di vitello e fondo bruno, nocciole tritate e la loro crema. Mentre il magatello si scioglie in bocca, la salsa aggiunge quella nota lipidica che avvolge le papille come un guanto.

La bagna caöda con crudités d’autunno (11 €) è la condizione sine qua non delle tavole piemontesi. La salsa avvolgente a base di aglio, olio e acciughe accompagna foglie di senape, ravanelli e carote ancora in fase di germoglio. L’aggiunta di latte stempera il gusto agliaceo, traghettando il piatto verso una dimensione decisamente più delicata.

La frutta secca è protagonista anche del mosciame di lonza (11 €). L’antico salume rivierasco ottenuto dall’essiccazione e marinatura del tonno viene riproposto da Umberto in versione carnivora, utilizzando il lombo di suino marinato in olio e completato da cipolle, olive e limone marocchino salato. A Casa Scaparone i sapori si rincorro come in un ping pong tra l’agrumato e il pungente, l’affumicato e l’amaricante.
Frutta e verdura fermentata chiudono il cerchio delle entrée. Carote, cetrioli, cipolla rossa, peperone friggitello, pesca e olive affumicate e ripassate alla griglia compongono un tableau vivace e frizzante. I vegetali, sottoposti a lattofermentazione in aceto, zucchero e nella loro stessa acqua, donano quel tocco acidulo e aromatico sempre piacevole.
I tajarin e il maiale

Il primo piatto di Casa Scaparone sa dei lunghi pranzi della domenica, quelli in cui le mani, ancora sporche di farina, arrotolano la pasta fresca e la scarpetta si fa incurante delle buone maniere. I tajarin al ragù di coniglio (15 €) non si sottraggono al cliché della pasta e ragù, ma lo reinterpretano con una cremosità avvolgente e rassicurante. All’interno del sugo si percepiscono anche le frattaglie dell’animale che aggiungono al piatto un gusto più intenso e primordiale.

La pancia di maiale marinata all’angelica e ripassata alla brace (20 €) è di sublime tenerezza, resa ancora più accattivante dalla crosticina che regala piacevolezza al morso. Il piatto acquista una profondità vagamente acida con il fondo di cavoli fermentati al pomodoro. Mentre il lebneh ristabilisce l’equilibrio con la sua consistenza lattica.
Il dolce

Nel dessert la pasticceria cede il passo all’arte bianca. La tirà (7 €) è la tipica focaccia dolce che qui viene impastata insieme alle prugne. Lo zucchero muscovado dona lucentezza alla superficie. Il Marsala avvolge con intensità e calore. Il frutto accompagna con una nota zuccherina. La crema di lebneh conserva la sua voce soffice e burrosa.

Della visita a Casa Scaparone rimangono i sorrisi dei ragazzi, la passione di chi ogni giorno aspetta con pazienza che la terra dia i suoi frutti e le storie di resilienza, sacrifici e, infine, felicità che trasudano dai muri antichi e dalle panchine in ferro battuto che invitano a sedersi, perdendosi nelle pieghe del tempo.
Casa Scaparone. Strada Scaparoni, 45, 12051 Alba CN. Telefono: 0173 33946. Instagram









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