Disfida del Soffritto di maiale 2026 a Taurasi: vince Grottaminarda

Non pensate al soffritto napoletano quando leggete di questa Disfida del Soffritto 2026 che si è svolta nel Castello Marchionale di Taurasi. Restaurato e perfetta scenografia di questa competizione organizzata dalla Condotta Slow Food Irpinia – Colline dell’Ufita e Taurasi. Cui hanno partecipato 14 “contrade”, 14 territori e Comunità che hanno dato sostanza all’interpretazione del soffritto dell’Irpinia. Piatto tradizionale contadino a base di maiale, ma di parti nobili con sporadiche aggiunte di quinto quarto. La differenza con il soffritto napoletano è soprattutto questa. E poi il peperone che in quello napoletano è la base della salsa piccante rossa che avvolge i ritagli della campanella. Mentre in Irpinia si utilizza il peperone nell’aceto, la papaccella.
Cibo robusto non v’è dubbio in grado di fornire l’energia necessaria a chi lavorava nei campi e a riscaldarlo accompagnato da un bicchiere di vino.
In questa edizione 2026 a far compagnia ai 14 piatti del soffritto irpino, altrettante etichette assaggiate al buio. Di Taurasi e di Campi Taurasini, rossi di nerbo e di sostanza, chiamati al giudizio di abbinamento per eleggere il migliore compagno di viaggio del soffritto.

Giuria a 10 componenti con Luciano Pignataro a svolgere funzione di presidente e poi giornalisti, referenti Slow Food e una pizzaiola napoletana – Jessica De Vivo in procinto di aprire la sua nuova pizzeria.
14 concorrenti con altrettante visioni del soffritto irpino che in questo 2026 cerca alleggerimenti e combinazioni veleggiando tra il ricordo delle tradizioni e nuove istanze per cercare l’approvazione dei più giovani.
Il podio della Disfida del Soffritto 2026 con Grottaminarda che vince

Vince Grottaminarda che ospiterà l’edizione dell’anno prossimo secondo la regola del vincitore che gioca in casa. Per il team, guidato dallo chef Roberto Leone del ristorante Il Sogno Risto-Gourmet con il supporto dell’azienda agricola Maria Ianniciello, il soffritto 2026 guarda alla tradizione delle nonne.

L’uccisione del maiale era momento di festa e il soffritto era self service. Enorme coccio di terracotta al centro e tutti si servivano.

In abbinamento, ceci al naturale – che di intingolo già ce ne era a sufficienza – e cipolle crude per rinfrescare il palato. Scelta anch’essa di tradizione come le stoviglie recuperate dai servizi del corredo dei matrimoni. Vince per perfetta cottura della carne e giusto apporto di parte grassa.


Al secondo posto, ecco Flumeri. Ancora un ottimo equilibrio tra carne e parte grassa qui esaltata dallo strutto che insaporisce il piatto e ne è praticamente la base che rende ancora più golose le patate. Oltre ai peperoni con l’aceto, fa la sua apparizione il piacevolissimo peperone crusco con il tono croccante e rinfrescante.



Sul terzo gradino del podio, Vallesaccarda. Anche per loro attenzione alla tradizione e sguardo contemporaneo. La tradizione è legata al consumo del mandarino per rinfrescarsi la bocca dopo il piatto di soffritto che in questa visione del 2026 diventa un liquore agrumato. Mossa azzeccata insieme alla chips nel piatto. Bonus anche per i tarallini e il biscotto all’amarena che ha chiuso la composizione.
Il premio della giuria popolare ad Ariano Irpino

Il premio della giuria popolare è andato al soffritto 2026 della comunità di Ariano Irpino. Anche per me molto gradevole e dal punto di vista tecnico tra i migliori per precisione di cottura dei diversi tagli di carne. Tracchie con polmone, cuore, fegato e trachea. Buona l’aggiunta dell’aglio alla brace, il tocco gourmet del sale rosa e la macinata di pepe. Una migliore messa a punto delle patate sbollentate renderebbe il piatto ancora più gradevole.
14 vini con il vincitore

E c’è anche il vincitore del migliore abbinamento vino – soffritto 2026. Che è andato ad Antonio Molettieri per il suo Badius Aglianico Irpinia DOCG 2021. In grado di accompagnare con grande efficacia il corpo a corpo con i grassi del soffritto di maiale dell’Irpinia. Il premio è una dedica al degustatore Oto Tortorella, scomparso molto giovane e impegnato nella Condotta di Ariano Irpino.
Ricordo anche per Mario Carrabs, signore delle carni e signore del cibo che ha avuto un ruolo importante nel rilancio della carne di qualità con la sua macelleria di Gesualdo. Il cui apprezzamento del pubblico di Taurasi e la targa sono stati raccolto dalla moglie Virginia.
Gli altri soffritti di maiale del 2026













L’appuntamento alla prossima Disfida del Soffritto di maiale nel 2027 dunque sarà a Grottaminarda. Preparatevi a una nuova festa di piazza.




